Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



Ritorno a Krishna
Edizione Italiana di Back to Godhead (tradotta integralmente) Vol. 21, Numero 1
Back to Godhead, Fondata nel 1944 Vol. 43, Numero 1 Gennaio/Febbraio 2009


SOMMARIO

Lezione del Fondatore
4 Ridurre il Fardello del Mondo Srila Prabhupada spiega perchè la battaglia in cui fu distrutta la dinastia di Krsna fu tutta una messa in scena.
8 Lotte per il Potere
Il potere materiale è dipendente, limitato, temporaneo e troppo spesso distruttivo.
12 Un Carro Percorre Panama
Grazie allo sforzo congiunto di un piccolo gruppo i devoti Panamensi hanno l’opportunità di vedere il Signore dell’Universo.
17 Sezione Libri: Srimad-Bhagavatam
La Forma Trascendentale del Signore
21 I Dialoghi di Srila Prabhupada
Filosofia significa essere consapevoli della morte
23 Calendario
25 Brahmana per Qualifiche
Le qualità e le azioni — non la nascita — fanno diventare una persona un brahmana, o guida spirituale della società.
28 La Protezione della Mucca in Europa
Gli agricoltori Hare Krsna si incontrano per discutere sulla protezione della mucca, sul’uso del bue e su altri aspetti dell’autosufficienza.
38 Tukarama: Santo di Pandharpur
Il modo in cui il canto dei santi nomi di Dio si è diffuso nel iciassettesimo secolo nell’India Occidentale.
46 Calendario

BACK TO GOD­HEAD

FONDATORE (sotto la direzione di Sua Divina Grazia Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada) Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE: Ali Krsna dasi (Alida D’Ambrosio)
DIRETTORE: Nagaraja dasa
EDIZIONE ITALIANA
E AMMINISTRAZIONE: Nimai Pandita dasa
TRADUZIONI: Purandara Misra dasa e Sri Saci dasi
ABBONAMENTI: Visnupriya dasi

Per informazioni sugli abbonamenti contattare la Confederazione Nazionale delle Associazioni per la Coscienza di Krishna - strada Bonazza, 11 - 50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI) - Tel. (055) 8076414 - Fax (055) 8076630 E-mail: nimaipandit@bbtitalia.191.it


NOMI SPIRITUALI: I membri dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito dal suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

VALORE DELLA RIVISTA: Valore a copia
Euro 3,00. Le donazioni per ricevere la rivista devono essere versate sul C.C.P. n. 42036004, intestato a:
“Confederazione Nazionale delle Associazioni per la Coscienza di Krishna”, strada Bonazza 11,
50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI).
© Associazione Ritorno a Krishna - Tutti i diritti riservati - Ritorno a Krishna - Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano N° 199 del 13/3/1989 - Vol. 21, N.1 Gennaio/Febbraio 2009
Stampa: La Zincografica, Firenze.
Sped. Abb. Post. Comma 20 C Legge 662/96 Filiale FI


BENVENUTO

IN QUESTO NUMERO troviamo un rapporto sulla conferenza relativa alla protezione della mucca, tenuta l’anno scorso nella Repubblica Ceca, alla quale hanno partecipato agricoltori Hare Krishna provenienti da tutta Europa. La protezione della mucca è un aspetto fondamentale della cultura spirituale sostenuta dalle antiche Scritture dell’India e Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada desiderava che i suoi discepoli proteggessero le mucche e i buoi impegnandoli nel loro naturale lavoro nelle fattorie. Parecchie fattorie Hare Krsna in Europa stanno facendo costanti progressi verso l’autosufficienza basata sull’uso dei buoi e delle mucche.
In “Lotte per il potere” Kapila Monet scrive di un certo tipo di potere — il potere di controllare che guida i materialisti. Egli descrive come la sete di potere non può mai essere soddisfatta finchè non ci si sottomette al Signore, Krsna, la fonte di ogni potere.
Tutti dipendono da Krsna per ottenere il potere di compiere qualsiasi cosa, materiale o spirituale. Quando a Panama un piccolo gruppo di devoti ha avuto il desiderio di onorarLo celebrando un grande festival del Rathayatra, Egli ha dato potere e successo a questi devoti.
Dall’altra parte del mondo Lokanath Swami ci racconta del santo del diciassettesimo secolo Tukarama, che ottenne dal Signore il potere di diffondere il canto dei santi nomi nell’India Occidentale.
Hare Krsna.—Nagaraja Dasa, Direttore


I NOSTRI SCOPI

Aiutare la gente a discernere la realtà dall’illusione, lo spirito dalla materia, l’eterno dal temporaneo.
Evidenziare i difetti del materialismo.
Offrire guida nelle tecniche vediche della vita spirituale
Preservare e diffondere la cultura vedica.
Celebrare il canto dei santi nomi del Signore come insegnato da Sri Caitanya Maha­prabhu.
Aiutare ogni essere vivente a ricordare e servire Sri Krsna, Dio, la Persona Suprema.


LEZIONE DEL FONDATORE
Los Angeles, 4 Decembre 1973
Ridurre il Fardello del Mondo

Krsna ritirò la Sua dinastia dalla Terra organizzando una battaglia dagli effetti devastanti.
di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore-Acarya dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.

jalaukasam jale yadvan / mahanto ’danty aniyasah
durbalan balino rajan / mahanto balino mithah

evam balisthair yadubhir / mahadbhir itaran vibhuh
yadun yadubhir anyonyam / bhu-bharan sanjahara ha


“O re, come nell’oceano i pesci più grandi e più forti inghiottono quelli più piccoli e più deboli, così il Signore Supremo, per alleggerire il fardello della Terra, ha impegnato lo Yadu più forte a uccidere quello più debole e lo Yadu più grande a uccidere quello più piccolo.”
–Srimad-Bhagavatam 1.15.25-26

QUESTA È LA TEORIA della lotta per l’esistenza e la sopravvivenza del più forte. Secondo la legge della natura il più forte sopraffà il più debole. Nello Srimad Bhagavatam (1.13.47) viene affermato:
“Gli esseri senza mani sono preda di quelli che hanno le mani; gli esseri senza zampe sono la preda di quelli che camminano. Così del debole si nutre il forte e la legge universale vuole che ogni specie sia cibo per un’altra.” Un essere vivente vive mangiando un altro essere vivente. Quelli che non hanno mani sono cibo per gli esseri dotati di mani.
Coloro che si cibano di animali sono animali; non sono esseri umani. Sebbene abbiano la forma di esseri umani non sono da considerarsi come tali. Quando una persona è civile e colta, è un essere umano. Se non è civile, se non ha cultura, se ha solo due mani, è un animale.
La cultura civile nasce nelle famiglie ariane. Perciò i loro componenti vengono chiamati ariani, che significa “avanzati”. Le persone desiderano far parte della famiglia ariana. Hitler affermava: “I Tedeschi sono ariani e gli Ebrei non sono ariani.”
Si possono elaborare idee come questa, ma il vero ariano è colui che è avanzato nella coscienza spirituale.
Nella civiltà ariana c’era la cultura vedica. Senza conoscenza la vita è semplicemente una lotta per l’esistenza. L’essere umano cosiddetto primitivo, nudo nella giungla, si ciba di animali. La teoria di Darwin afferma che in origine l’uomo non era civile, ma che lo è divenuto gradualmente. Questo non è spiegato molto chiaramente; Darwin non sa che cosa sia esattamente l’evoluzione. Evoluzione significa diventare civili, cioè avanzare nella coscienza di Krsna.
La legge della natura è che il più forte si nutre del più debole. Qui si dice, jalaukasam jale yadvat: “come gli esseri acquatici nell’acqua”. Nell’acqua vivono molti animali acquatici e la lotta tra loro è continua. Il pesce più forte mangia il pesce più debole. Questa è la legge della natura. Perciò i mangiatori di carne, finché sono animali, possono andare avanti secondo la legge della natura. Voi siete uomini, siete più forti; perciò uccidete gli animali più deboli come le mucche e le capre. Esse sono più forti fisicamente, ma non hanno intelligenza. Voi avete l’intelligenza e in questo modo potete farne un cattivo uso. Potete farlo. Questa è la legge della natura, ma per essere veramente umani dovete avere conoscenza ed essere avanzati nella coscienza spirituale.
Sviluppare una Coscienza Spirituale

Questa è vita degna di esseri umani e questa coscienza si sviluppa gradualmente. Per arrivare a questo livello una società deve essere suddivisa. Krsna nella Bhagavad-gita (4.13) dice, catur-varnyam maya srstam guna-karma-vibhagasah: “ Io ho creato le quattro divisioni della società umana sulla base delle tre influenze della natura materiale e delle attività ad esse collegate.”
Tra gli animali non ci sono suddivisioni. Sono tutti allo stesso livello, ma poiché lo scopo della vita umana è sviluppare la coscienza di Krsna, ci deve essere un metodo. Si deve arrivare al livello del varnasrama-dharma: quattro classi sociali e quattro classi spirituali. Queste divisioni sono fatte da Krsna Stesso – maya srstam. E per mezzo di questa istituzione noi possiamo gradualmente comprendere lo scopo della vita.

varnasramacaravata
purusena parah puman
visnur aradhyate pantha
nanyat tat-tosa-karanam

“La Persona Suprema, Sri Visnu, viene adorata con un’appropriata esecuzione dei doveri prescritti nel sistema dei varna e degli asrama. Non c’è altro modo per soddisfare Dio, la Persona Suprema. Dobbiamo far parte dell’istituzione dei quattro varna e dei quattro asrama.” (Visnu Purana 3.8.9)
Qual è lo scopo della vita? Ora siamo separati da Dio. Questa è la nostra posizione. Vita materiale significa essere separati da Dio, separati da Krsna. Questa separazione è la causa della nostra sofferenza.

mukha-bahuru-padebhyah
purusasyasramaih saha
catvaro jajnire varna
gunair vipradayah prthak

“I quattro ordini sociali, guidati dai brahmana, ebbero origine rispettivamente dal volto, dalle braccia, dalle gambe e dai piedi del Signore Supremo nella Sua forma universale, sulla base delle differenti combinazioni delle influenze della natura. Così furono generati anche i quattro ordini spirituali.” (Srimad-Bhagavatam 11.5.2) Noi siamo parti di Krsna, Dio, perciò dobbiamo agire in accordo con Lui. Per esempio, se la mano è nella sua giusta posizione può agire bene. Ma se mi taglio una gamba e me ne servo come di una mano, il risultato è che la gamba è persa. Ognuno deve agire secondo le proprie qualifiche. Le qualifiche del brahmana (intellettuale), dello ksatriya (governante o guerriero), del vaisya (agricoltore o commerciante) e del sudra (operaio o artigiano), sono descritte nella Bhagavad-gita.
Le persone devono essere educate tenendo conto delle loro qualità, come un paziente viene curato sulla base dei sintomi della malattia. È in questo modo che si cura e non dando ad ogni paziente un medicinale qualsiasi. In farmacia ci sono moltissime medicine. Non potete dire: “Va bene una medicina qualsiasi.” No. È il medico che prende il farmaco adatto e lo somministra al paziente. Allora il paziente verrà curato.
Il varnasrama-dharma è fatto per portarci dalla posizione di animali a quella di uomini, proprio come il diploma di una scuola o di un college distingue una persona da un’altra priva di cultura. La vita umana non significa lotta per l’esistenza in cui il pesce grande mangia il pesce piccolo. Questa non è vita da uomini. Questa è la tendenza naturale, ma dobbiamo rettificare questa posizione naturale per realizzare lo scopo supremo della vita. Questa è vita da uomini.
La coscienza spirituale inizia quando si comprende di essere anime – io non sono il corpo, sono un’anima spirituale, aham brahmasmi. Brahman indica l’anima spirituale. La vera civiltà umana ha inizio con la comprensione che siamo anime spirituali. Altrimenti, anarya-justam. Quando Arjuna si rifiutava di combattere, Krsna lo rimproverò: “Questo rifiuto è anarya-justam, Questo è degli anarya, coloro che non sono avanzati. Si deve compiere il proprio dovere. Tu sei uno ksatriya e il tuo dovere è combattere per proteggere i cittadini. Allora perché ti rifiuti?”
Qui ne è dato l’esempio: jalaukasam jale yadvan mahantah adanti. Adanti signica “inghiotte”. Gli Yadu come discendenti di Krsna erano molto potenti, ma combattevano ovunque, facevano conquiste ovunque ed erano sempre vittoriosi. Perciò questo era bhu-bharan: “un fardello per il mondo”. Quando si esagera facendo cattivo uso del proprio potere si crea un fardello per il mondo.
Non si può far cattivo uso del proprio potere. Il potere si ottiene per grazia di Dio, Krsna. Facendone un cattivo uso si diventa un fardello. Non appena c’è un fardello, allora dharmasya glanih. Krsna dice: yada yada hi dharmasya glanir bhavati [Bg. 4.7]. Non appena c’è un cattivo uso del potere, tadatmanam srjamy aham – Egli viene. Quando Krsna vide che i Suoi discendenti diventavano così potenti da combattere anche senza necessità, per ucciderli fece in modo che il loro spirito guerriero li portasse a combattere tra loro. Così tutti furono uccisi.


Un Cattivo Uso dello Spirito Combattivo

Combattere è lecito se necessario, ma non si deve fare cattivo uso dello spirito combattivo. Oggi, non appena i politici si accorgono di non riuscire a controllare le cose e che nel Paese regna la confusione, dichiarano guerra in modo che tutta l’attenzione converga in quella direzione e l’agitazione finisca. Questo tipo di guerra non è necessario, ma la guerra c’è già: la lotta per l’esistenza.
Krsna vedeva che la dinastia degli Yadu, potente grazie al Suo potere, combatteva senza necessità. Per evitare loro un ulteriore degrado decise di ucciderli. Nessun estraneo poteva ucciderli perché erano discendenti di Krsna. Perciò Egli organizzò le cose in modo che combattessero tra loro, alleviando in questo modo il fardello del mondo.
Krsna ci fa vedere come vanno le cose. Non c’è bisogno di ridurre la popolazione per mezzo di pratiche contraccettive. La popolazione può essere ridotta su larga scala per vie naturali dalle guerre, dalla carestia e dalle pestilenze. Perché dovreste commettere attività malvagie per ridurre la popolazione? Non generate figli senza necessità e non uccideteli. Questa è la religione. Questa è la civiltà. Perché si dovrebbero generare figli senza necessità come fanno i gatti e i cani? Lo Srimad-Bhagavatam (5.5.18) dice: “Non diventate padre o madre se non siete in grado di salvare i vostri figli dal ciclo delle nascite e delle morti.” Questa è la responsabilità dei genitori. Tale comprensione fa parte della civiltà vedica.
Il mio Guru Maharaja era solito dire: “Io sono un sannyasi. Non sono sposato, né sono adatto al matrimonio, ma se potessi generare figli coscienti di Krsna mi sposerei centinaia di volte.”
Questa è responsabilità. Non generate cani e gatti; generate devoti di Krsna. Allora potete sposarvi. Altrimenti non sposatevi. Questo è l’insegnamento vedico. Il matrimonio non è fatto per la gratificazione dei sensi. Il matrimonio è fatto per generare figli buoni, devoti di Krsna.
Questo è il nostro scopo. Il nostro scopo non è quello di generare cani e gatti. Ci sono moltissimi cani e gatti e il mondo non è felice. C’è bisogno di generare buoni figli – devoti di Krsna sobri e gentili, con un buon cervello e un buon carattere. Queste sono le cose necessarie.


Tutta una messa in scena

Gli Yadu non erano figli indesiderati. L’avvenimento descritto in questi versi è una messa in scena. Gli Yadu erano tutti esseri celesti appositamente discesi per partecipare alla missione di Krsna. Quando Krsna venne sulla Terra anche i Suoi intimi servitori apparvero in ruoli diversi per aiutarLo. Perciò quando Krsna desiderò di andarsene volle farlo con i Suoi discendenti, i devoti che erano venuti per aiutarLo. Quindi lo scontro degli Yadu tra loro fu come una rappresentazione teatrale. Il vero scopo di Krsna era portarli via.
Normalmente, quando una persona diventa eccessivamente potente disturba la situazione del mondo, diventa un peso, e questo genere di fardello viene eliminato dalla volontà di Krsna. Ci sarà qualche catastrofe, come una guerra, una pestilenza o una carestia e così tutto finirà.
Nella forma di vita umana è nostro dovere sapere che siamo eterni servitori di Krsna e che, dimentichi della nostra relazione con Lui, siamo venuti nel mondo materiale, dove regna la lotta per l’esistenza.
La lotta per l’esistenza inizia con le specie acquatiche che sono 900.000. Chi è quello scienziato che conosce 900.000 specie di esseri acquatici? Negli sastra o le Scritture, tuttavia, viene dato esattamente questo numero. Non viene detto 901.000 o 899.000. No. 900.000. Ci sono 900.000 specie di esseri acquatici.
In contatto con l’energia materiale e sulla base dei nostri desideri, otteniamo diversi tipi di corpo – di esseri acquatici, di alberi, di uccelli e via dicendo. Questo è il nostro problema. Perciò la civiltà umana si realizza quando le persone s’interessano alla soluzione di questo problema. Altrimenti è una vita da animali, solo una lotta per l’esistenza. La vita umana non è fatta per lottare. È fatta per diventare sobri e non animali. Gli animali sono impegnati giorno e notte a cercare il cibo e la gratificazione dei sensi, specialmente il sesso. Questa civiltà non è umana.


La Vita Umana Richiede Austerità

La civiltà umana è fatta per tapasya, l’austerità. Dovreste conoscere le vostre responsabilità ed imparare a praticare tapasya. Questo è solo l’inizio di tapasya: non fare sesso illecito, non giocare d’azzardo, non mangiare carne e non assumere intossicanti. Chi è che muore perché non mangia la carne? Noi abbiamo molti studenti – e ci sono molti altri Vaisnava – e non mangiano la carne. Muoiono per questo? Cibarsi di carne è solo una cattiva abitudine. Perciò dovete provare. All’inizio smettere di mangiare la carne può sembrare un problema, ma non lo è.
Un gentiluomo mi disse: “Non riesco a smettere di mangiare la carne. Vorrei, ma non ci riesco.”
Ci vuole pratica. Tutto ciò che praticate diventa un’abitudine e l’abitudine è una seconda natura. Quindi in compagnia dei devoti cercate di praticare tapasya.
Lo Srimad-Bhagavatam (6.1.13) dice, tapasa brahmacaryena: il principio fondamentale di tapasya è brahmacarya. Un brahmacari non è necessariamente una persona celibe, ma è chiunque faccia sesso all’unico scopo di generare buoni figli.
Tutto dovrebbe essere fatto con metodo, altrimenti ci sarà il caos e nessuno sarà felice. Questo è descritto nella Bhagavad-gita: il mondo intero diverrà un inferno. Questa è la situazione attuale. Il mondo intero è diventato un inferno.
Il Movimento per la coscienza di Krsna è molto importante. Sta rinnavando l’intera società umana – sotto il profilo sociale, politico e religioso. Coloro che sono impegnati nel Movimento della Coscienza di Krsna devono essere molto responsabili e sobri. Cercate di comprendere la situazione e prendete rifugio in Krsna. Allora tutto sarà coronato dal successo.
Vi ringrazio moltissimo.


LOTTE PER IL POTERE

La ricerca del potere è un tema costante dell’esperienza umana, ma per quanto potere una persona o un gruppo accumuli, non è mai abbastanza.
di Kapila Monet


L’UMANITÀ NON HA MAI AVUTO più potere di quello che ha oggi, nell’era del Kali-yuga. I nostri poteri, per citarne solo alcuni, comprendono le armi nucleari, il commercio su scala mondiale, i mega computer, le modificazioni genetiche, i satelliti in orbita, i prodigi della medicina, le comunicazioni istantanee e una inimmaginabile quantità di conoscenza a disposizione del nostro dito su Google. Molti di questi poteri vanno veramente oltre i confini del magico immaginato dall’uomo.
Il potere comprende sia la capacità che l’autorità. Nel vocabolario la parola “potere” è definita con termini come “capacità”, “forza”, “controllo” e “influenza”. In tutto il corso della storia gli esseri umani hanno cercato poteri sempre maggiori e ammirato o temuto i potenti: Alessandro, Cesare, Nerone, Gengis Khan, Napoleone, Hitler – l’elenco è senza fine come la storia.
Nei tempi moderni, i Presidenti della Russia, della Cina e degli U.S.A. insieme coi supermiliardari del mondo, hanno l’incredibile potere di dichiarare guerra, di comprare persone influenti, d’incidere sul corso della storia e di godere dei piaceri del mondo.
Parallelamente, gruppi di potere economico e politico concentrano il potere per il loro vantaggio personale in un ciclo costante di controllo e capacità crescenti.
L’esperienza del potere nel mondo materiale rivela però anche alcune realtà.
Il potere è temporaneo: i più grandi imperatori muoiono ed anche le più grandi civiltà svaniscono nel corso della storia.
Il potere non è indipendente: nessuno ha un potere indipendente. In realtà, più potere si accumula, più grande è la dipendenza. Il Presidente degli Stati Uniti dipende dai suoi finanziatori, dalle sue alleanze politiche, dai suoi alleati stranieri e naturalmente da coloro che lo votano.
Il potere è limitato: per quanto grande sia il nostro potere, qualcuno è sempre più potente di noi. Le persone lo sanno, per questo non sono mai completamente sicure di chi possono controllare e cercano intese sempre più grandi.
Il potere è spesso distruttivo: usato in modo appropriato, il potere è una forza creativa, ma la sua manifestazione spesso assume la forma della distruzione e dell’uccisione. Per esempio, man mano che noi esseri umani espandiamo il nostro potere esauriamo e distruggiamo la Terra.


La Natura del Potere

La ricerca, l’abuso e le regole del potere non sono nuovi. Le Scritture vediche contengono esempi della natura del potere, come la storia del grande Hiranyakasipu.
Dopo un’austerità di diecimila anni Hiranyakasipu poté fare una richiesta a Sri Brahma, l’essere celeste maestro della creazione. Dapprima chiese l’immortalità, ma Brahma non potè dargli questo potere che è al di là delle sue possibilità. Sri Brahma potè solo concedere a Hiranyakasipu le benedizioni di non morire né di giorno né di notte, né per mezzo delle mani o di un’arma, né all’interno né all’esterno, né per opera di un uomo né di una bestia. Avendo accumulato questo grande potere, Hiranyakasipu conquistò l’universo conosciuto sviluppando inimicizia per Sri Visnu, Dio la Persona Suprema.
Ma proprio il figlio di Hiranyakasipu, dalla coscienza pura, disprezzava il potere accumulato da suo padre e adorava Sri Visnu. Così, nonostante la sua grande potenza, Hiranyakasipu non riuscì a persuadere suo figlio a cessare di essere un devoto di Visnu, né con tentativi di corruzione, né con il terrore e la tortura, né tentando di assassinarlo.
In realtà, poiché la sua potenza evidenziava i suoi limiti, fu obbligato a diventare sempre più violento e distruttivo, affrettando la fine del suo potere temporaneo. Krsna prese la forma di Sri Nrsimha – mezzo uomo e mezzo leone. Al crepuscolo, il Signore tolse la vita a Hiranyakasipu con le Sue unghie, mentre combattevano sulla soglia del palazzo di Hiranyakasipu. Sri Nrsimha in questo modo smascherò perfettamente il potere di Hiranyakasipu, provando che esso era inevitabilmente difettoso: era dipendente, limitato, distruttivo e temporaneo.


Grandi Poteri

Anche l’enorme potere di questa nostra civiltà mostra gli stessi difetti. Questo potere è dipendente perché è basato sulle risorse della Terra, in particolare sul petrolio. È limitato, come appare evidente dalla sua incapacità di eliminare il terrorismo dal mondo o anche di controllare stabilmente il petrolio del Medio Oriente. È distruttivo perché nuoce all’ambiente ed usa armi sempre più potenti per distruggere ed uccidere. Infine è temporaneo, come il tempo dimostrerà e come ha già ripetutamente dimostrato negli annali della storia con la caduta di tutti gli imperi più potenti – dall’Impero mongolo di Kublai Khan, all’Impero persiano dei Safavid, all’Impero greco di Alessandro, all’Impero romano di Augusto, all’Impero francese di Luigi il Re Sole, all’Impero britannico della regina Vittoria e all’attuale Impero americano.


Il Vero Potere

C’è comunque una persona che ha un potere indipendente, illimitato, amorevole e infinito: Sri Krsna. Il potere di Dio è un mistero e un segreto solo quando nelle nostre menti alteriamo la verità per poter continuare l’inutile ricerca di un nostro potere personale in una libertà piena di paure e limitata.
Sri Krsna dice nella Bhagavad-gita (5.29):

bhoktaram yajna-tapasam
sarva-loka-mahesvaram
suhrdam sarva bhutanam
jnatva mam santim rcchati

“Sapendo che Io sono il beneficiario supremo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità, il Signore Supremo di tutti i pianeti e di tutti gli esseri celesti, l’amico e il benefattore di tutti gli esseri viventi, la persona pienamente cosciente di Me trova sollievo alle miserie materiali e ottiene la pace.”
Srila Prabhupada spiega:

“Le anime condizionate, che sono prigioniere dell’energia illusoria, desiderano ardentemente la pace in questo mondo, ma ignorano le condizioni necessarie per ottenerla. La Bhagavad-gita rivela qui il segreto per ottenere la pace: riconoscere Krsna come il beneficiario di tutte le attività dell’uomo.
L’uomo deve sacrificare ogni cosa al servizio trascendentale del Signore Supremo, perché il Signore è il proprietario di tutti i pianeti e dei loro esseri celesti. Nessuno uguaglia il Signore.
Secondo i Veda (Svetasvatara Upanisad 6.7), egli supera anche Brahma e Siva, i più grandi tra gli esseri celesti (tam isvaranam paramam mahesvaram).
Nella morsa dell’illusione, gli esseri viventi cercano di dominare tutto ciò che li circonda, mentre in realtà sono completamente dominati dall’energia materiale del Signore. Il Signore regna sulla natura materiale e tutte le anime condizionate sono sottomesse alle rigide leggi di questa natura.
Senza comprendere queste verità fondamentali non è possibile raggiungere la pace in questo mondo, né a livello individuale, né a livello collettivo. La pace perfetta si ottiene solo diventando completamente coscienti di Krsna cioè realizzando che Krsna è il Signore Supremo e che tutti gli esseri individuali, compresi i potenti esseri celesti, Gli sono subordinati.”

Se accettiamo la natura limitata, dipendente, temporanea e distruttiva del nostro potere personale, possiamo trovare la pace dentro di noi, con tutti gli altri e come nazioni.
Questo non significa che non potremo più esercitare il potere. I più elevati devoti del Signore sono più potenti di quello che possiamo immaginare, ma il loro potere comincia dall’interno.
Srila Prabhupada nella sua spiegazione alla canzone Bhajahu Re Mana, composta da Govinda Dasa, puro devoto e poeta, dice: “Senza il controllo della mente, senza che la mente non sia disturbata, nessuno può fare un qualche progresso spirituale… Se concentriamo la nostra mente sui piedi di loto di Krsna, essa allora è automaticamente controllata… Il sistema per controllare la mente consiste nel darle un impegno più elevato cosicché non sia attratta dall’energia inferiore. Questa è la scienza o il segreto del successo.”
Krsna nella Bhagavad-gita spiega che un devoto offre tutti i risultati dell’esercizio del potere e in questo modo trova il successo.

yuktah karma-phalam tyaktva
santim apnoti nasthikim
ayuktah kama-karena
phale sakto nibadhyate

“L’anima fissa nella devozione raggiunge una pace perfetta perché offre a Me il risultato di tutte le sue attività, mentre una persona che non è unita con il Divino ed è avida dei frutti del proprio lavoro, rimane condizionata.” (Bhagavad-gita 5.12)

Srila Prabhupada spiega:

La differenza tra una persona in coscienza di Krsna e una persona in coscienza materiale è che la prima è attaccata a Krsna, mentre la seconda è attaccata ai risultati delle sue attività.
La persona che è attaccata a Krsna e agisce solamente per soddisfarLo è certamente liberata e non aspira ai frutti delle proprie azioni. Lo Srimad-Bhagavatam spiega che preoccuparsi dei frutti dell’azione è la prova che si agisce sotto la concezione della dualità e non si conosce la Verità Assoluta.
Krsna è la Verità Assoluta, Dio, la Persona Suprema. Nella coscienza di Krsna non c’è dualità. Tutto ciò che esiste è prodotto dall’energia di Krsna e Krsna è completamente perfetto. Perciò le attività nella coscienza di Krsna sono sul piano assoluto, sono trascendentali e non comportano conseguenze materiali.
Nella coscienza di Krsna si gode dunque di una pace perfetta. Invece colui che è preso dall’ansia di ottenere i frutti dell’azione e la gratificazione dei sensi non può avere questa pace.
Il segreto della coscienza di Krsna è tutto qui: comprendere che niente esiste fuori di Krsna. Chi lo comprende ottiene la pace e si libera da ogni paura.

Oggi, nonostante il nostro grande potere e i nostri grandi conseguimenti, l’umanità non è ancora soddisfatta e così dovrà restare finché rimarremo attaccati ai nostri desideri materiali. In tutto il mondo, nonostante i grandi successi, anzi a causa dei nostri grandi successi, dobbiamo subire la frustrazione dei nostri limiti. C’è perfino un falso segreto di grandissimo successo, pubblicizzato come “Il Segreto”, i cui sostenitori c’incoraggiano ad adorare l’energia materiale.
Quest’adorazione può avere successo, ma solo ad un prezzo molto alto, com’è spiegato nel verso precedente (5.12). Otteniamo dei risultati, ma i desideri materiali c’imprigionano in desideri sempre più grandi. Perciò un milionario non è soddisfatto perché non è un miliardario e tuttavia al momento della morte, tutto il denaro del mondo è privo di potere.
Il vero segreto è arrendersi al vero potere e dipendere completamente dal Signore. Questo è il segreto al di là di quello materiale.
Nella coscienza di Krsna la mente è controllata, l’esercizio del potere è senza paure e i risultati del potere sono amorevoli, positivi e liberatori. Il vero successo di sfuggire alla dualità del mondo materiale si ottiene non con il potere materiale ma con la sottomissione al Signore assoluto ed amorevole.

Kapila Monet è nato nel 1976 a Vancouver da due discepoli di Prabhupada, Harilila Devi Dasi e Nitaipada Dasa. Ha frequentato la gurukula di Vancouver fino all’età di dieci anni, ha vissuto per un certo numero di anni a Saraganati Village e poi ha frequentato la Simon Fraser University a Vancouver. Vive a Londra da dieci anni, dove lavora per una società d’informazioni finanziarie.



Bhajahu Re Mana Sr? Nanda-nandana
di Govinda Dasa Kaviraja

bhajahu re mana sri-nanda-nandana
abhaya-caranaravinda re
durlabha manava-janama sat-sange
taroho e bhava-sindhu re

O mente, adora i piedi di loto del figlio di Nanda, che tolgono la paura. Avendo ottenuto questa rara forma umana, attraversa l’oceano dell’esistenza materiale stando con le persone sante.

sita atapa bata barisana
e dina jamini jagi re
biphale sevinu krpana durajana
capala sukha-laba lagi’ re

Giorno e notte rimango sveglio, soffrendo gli effetti del caldo e del freddo, del vento e della pioggia. Per una goccia di felicità evanescente, ho servito inutilmente uomini malvagi e meschini.

e dhana, yaubana, putra, parijana
ithe ki ache paratiti re
kamala-dala-jala, jivana talamala
bhajahu hari-pada niti re

Quale certezza di vera felicità c’è in tutta la nostra ricchezza, nella giovinezza, nei figli e nei membri della nostra famiglia? Questa vita è vacillante come una goccia d’acqua su un petalo di loto; perciò dovresti sempre servire e adorare i piedi divini di Sri Hari.

sravana, kirtana, smarana, vandana,
pada-sevana, dasya re
pujana, sakhi-jana, atma-nivedana
govinda-dasa-abhilasa re

Govinda Dasa esprime un vivo e struggente desiderio d’impegnarsi nei nove metodi della bhakti, cioè ascoltare le glorie di Sri Hari e cantarne le glorie, ricordarsi costantemente di Lui ed offrirGli preghiere, servire i piedi di loto del Signore, servire il Signore Supremo come servitore, adorarlo con fiori, incenso e così via, servirLo come amico ed offrire completamente al Signore il proprio sé.

Per ascoltare Srila Prabhupada che canta e commenta questa canzone,
collegarsi al sito http://www.thekrishnastore.com/Detail.bok?no=3586


Un Carro percorre Panama
Cinque coppie ispirate collaborano per portare il Rathayatra di Sri Jagannatha nelle strade della città di Panama.

RESTO SEMPRE affascinata da come un seme di desiderio si sviluppi in qualcosa di tridimensionale. La storia dell’ISKCON contiene molti racconti meravigliosi su come i discepoli di Srila Prabhupada rispondessero alla sua richiesta di fare cose che non avevano mai fatto prima: desiderando soddisfare il suo desiderio costruirono templi, pubblicarono libri ed organizzarono grandiosi festival all’aperto.
Dopo la dipartita di Prabhupada i devoti in tutto il mondo hanno continuato a concepire e realizzare progetti devozionali al servizio della sua missione. Il detto “L’uomo propone, Dio dispone” è altrettanto vero oggi di quando Prabhupada era presente fisicamente assieme a noi.
Recentemente Vatsala Dasa, nostro vicino ed amico, si è recato a Panama per aiutare un piccolo gruppo di sinceri devoti ad organizzare un festival del Rathayatra. Prabhupada voleva che l’antichissimo festival dei carri di Jagannatha Puri rivivesse in tutte le città del mondo. Durante il festival di Puri, le Divinità (Jagannatha, Baladeva e Subhadra) vengono portate fuori dal tempio in pubblico, dove tutti possono vederLe. A differenza del tempio di Puri, i templi ISKCON non impediscono a nessuno di entrare. Tuttavia, per mancanza d’interesse per la vita spirituale, molte persone non vanno mai in un tempio. Il Signore allora, nella Sua infinita misericordia, esce per catturare i cuori ignari della gente. Egli lascia il Suo tempio immacolato per salire su un carro che passa tra le strade affollate e sporche della città per il beneficio di tutti coloro che Lo vedono.
Vedendo la forma della Divinità del Signore perfino un ateo può diventare un devoto. Tale è l’inimmaginabile buona fortuna del materialista che vede la Divinità. Perciò, se lo sciocco materialista non va nel tempio a vedere il Signore, il Signore gli appare davanti all’esterno.
A Panama, negli ultimi tre anni, cinque giovani coppie hanno raccolto ben oltre 20.000 dollari, hanno costruito un carro del Rathayatra, hanno ottenuto i permessi ed organizzato un grandioso festival. Come sono riusciti a farlo? L’estate scorsa, durante la sua visita alla città di Panama in occasione del terzo festival annuale, Vatsala intervistò le famiglie che avevano organizzato tutto questo. Ciò che segue è stato tratto da queste interviste.


Un Canto Ispirante

Nell’anno 2000, i devoti della città di Panama portarono il predicatore itinerante Nirantara Dasa da Los Angeles a Panama. Nirantara scrive liriche orecchiabili ispirate alla coscienza di Krsna per melodie tratte da canzoni popolari. Mentre intratteneva i devoti a Panama, egli cantò una delle sue canzoni, “Festival dei Carri”, aggiungendo che Sri Jagannatha in futuro avrebbe percorso le strade di Panama. Questa rappresentazione verbale colpì profondamente il cuore di devoti come Syama Candra Dasa e sua moglie, Radha Govinda Dasi. “Sì, perché no?” fu la loro risposta interiore a quelle parole profetiche.
Due anni dopo un gruppo di devoti di Panama s’incontrarono per organizzare la loro partecipazione al Rathayatra di Los Angeles. Dopo aver considerato il costo, uno di loro propose di usare quella cifra per realizzare il loro Rathayatra. L’idea ebbe successo e Syama Candra fin dall’inizio fu a capo di progettazioni accurate per il primo Rathayatra della città di Panama. Mentre si trovava in visita a Jagannatha Puri, Syama Candra ordinò le Divinità di Jagannatha, Baladeva e Subhadra, che dovevano essere scolpite e spedite a Panama. Poco prima della data del festival, però, le Divinità non erano ancora arrivate. Pregando il Signore di guidarli, i devoti dettero l’incarico ad un artigiano del posto di scolpire le Divinità.
Altri devoti, presi da questa ondata d’entusiasmo, si unirono a loro per aiutarli a portare Sri Jagannatha nelle strade della città di Panama. Caturmurti Dasa e sua moglie Sarvamangala Dasi erano venuti a Panama dall’India per lavorare. Caturmurti era molto attratto dalla tecnologia e sentì che la sua inclinazione poteva essere dedicata al servizio di Krsna prendendosi cura delle luci e dell’impianto sonoro del festival. Egli aveva anche l’incarico di occuparsi di tutti i permessi necessari. La sua sincera devozione ha avuto un effetto contagioso sugli altri, in particolare su suo fratello maggiore, che all’inizio era fortemente contrario ad accettare la coscienza di Krsna. Ora suo fratello offre generose donazioni per il festival e lo aiuta ad ottenere i permessi.
Manish Manik e sua moglie Ritika, provenienti da Bombay, si sentirono attratti dai devoti di Panama. Nonostante fossero cresciuti in una famiglia che adorava il Signore Siva e Durga, Manish sentiva una naturale attrazione a servire Sri Krsna. Aiutò i devoti ad organizzare il festival del Rathayatra facendo qualsiasi cosa di cui ci fosse bisogno e assumendosi il compito di alzare ed abbassare varie volte il baldacchino del carro lungo il percorso della parata. Con umiltà diceva che grazie a questo servizio si stava innamorando di Sri Jagannatha. Questo è lo scopo di tutto ciò che fa un devoto. È la perfezione della nostra vita: provare amore nel nostro cuore per il supremo oggetto d’amore.
Anche Srilesh Sridharam e sua moglie, Petrina, erano venuti a Panama dall’India per lavoro. Srilesh aveva vissuto la maggior parte della sua vita a Calcutta. Aveva incontrato sua moglie in quarta elementare e in prima media i due capirono che un giorno si sarebbero sposati. Sebbene questo non fosse il consueto matrimonio combinato, i genitori di entrambi erano favorevoli all’unione. Srilesh era uno dei pochi devoti del gruppo organizzatore che avesse mai visto un Rathayatra. La processione era sfilata davanti alla sua casa a Calcutta permettendogli di ricevere la misericordia senza causa del Signore. Egli accettò l’incarico di costruttore capo per la realizzazione del carro.
La costruzione del carro si mostrò particolarmente difficile, specialmente il primo anno. Non avendo mai costruito un carro, Caturmurti ingaggiò alcuni artigiani del posto, ma gli operai reclutati spesso non si presentavano e se lo facevano arrivavano molto più tardi del tempo convenuto. Un Paese in fase di sviluppo con risorse limitate e un’etica di lavoro basata sulla siesta progredisce lentamente.
Jeetendra Sippy e sua moglie, Vinita, costituiscono l’ultima coppia che completa la squadra organizzatrice. Quando Jeetu, come affettuosamente lo chiamano gli amici, incontrò i devoti, rimase ispirato dal loro servizio e rivolse questa preghiera al Signore: “Per favore accetta il mio servizio.” Poco tempo dopo, la squadra del Rathayatra lo invitò ad unirsi al loro comitato. Egli acconsentì immediatamente, certo che questo invito fosse la risposta alla sua preghiera. Jeetu è diventato una parte vitale della squadra, capace di fare qualsiasi cosa di cui ci sia bisogno, compresa l’attività di tesoriere che tiene la contabilità delle migliaia di dollari necessarie per organizzare il festival.


Il Carro Non Si Muove

Quando finalmente il carro fece il suo debutto al primo Rathayatra, non si mosse. Pensando che Sri Jagannatha non avesse accettato il suo servizio, Srilesh cominciò a piangere, come fece anche l’ingegnere che aveva ingaggiato, ma il Signore sembrò ascoltare i loro sinceri lamenti e i devoti riuscirono a far muovere il carro. Sebbene non avesse freni, né sterzo, il carro che porta il Signore dell’universo insieme a Sua sorella e Suo fratello arrivò sano e salvo a destinazione.
Il secondo anno la scorta della polizia e il baldacchino arrivarono con due ore di ritardo e nuovamente il carro non si mosse. Tutti cercavano di capire il problema per poterlo risolvere. Questa volta c’era Vatsala che grazie alla sua esperienza con i carri del Rathayatra fu in grado di diagnosticare il problema. Individuando il difetto in un asse anteriore curvo, fece le modifiche necessarie per mettere il carro in grado di muoversi – quattro ore di ritardo sul tempo previsto. Nonostante ciò circa novecento partecipanti si unirono a questo gioioso festival.
Oltre alle difficoltà di tipo meccanico, le cinque coppie che organizzavano il festival dovettero affrontare le difficoltà del lavorare insieme come un’unità coesa. Le loro differenti personalità, le differenti esperienze di vita e le diverse opinioni riguardo al modo di eseguire le cose crearono una certa tensione nei rapporti all’interno della squadra. Tutti però convenivano su una cosa: lavorare insieme per diffondere la coscienza di Krsna avrebbe purificato i loro cuori ed avrebbe soddisfatto il loro guru (Guru Prasada Swami), Srila Prabhupada e Krsna.
Dalla letteratura vedica apprendiamo del grandioso evento cosmico in cui gli esseri celesti e i demoni frullarono l’oceano di latte per estrarne il nettare dell’immortalità. Prima che apparisse il nettare però il grande sforzo di frullarlo produsse solo veleno. Nello stesso modo, i nostri sforzi di servire spesso portano alla superficie le nostre impurità. Possiamo fare anche il paragone con la trasformazione del burro in ghee. Quando il burro è riscaldato tutte le “impurità” salgono alla superficie e possono essere tolte, lasciando il burro chiarificato o ghee puro. Grazie alla loro sincerità, i devoti continuarono a conciliare i diversi punti di vista e le cose cominciarono a scorrere molto più facilmente.

Donne al Lavoro

Anche i servizi prestati dalle donne del gruppo organizzatore sono parte integrante del successo del festival. Radha Govinda Dasi organizza le decorazioni del carro e l’abbigliamento delle Divinità. Le donne preparano anche il prasadam per distribuirlo al festival. A tutte piace accogliere gli ospiti che vengono da tutto il mondo per collaborare a questo evento. Vatsala conferma l’incomparabile accoglienza da loro offerta a tutti gli ospiti in un ambiente cordiale ed affettuoso. Esse attendono con impazienza questo importante evento dell’anno e il loro entusiasmo ispira gli altri a partecipare all’avventura dell’organizzazione e della realizzazione del festival del Signore.
Come ricompensa alle dure fatiche dei devoti, Krsna fece aumentare le loro opportunità di servizio quando il carro del Rathayatra che porta Sri Jagannatha prese parte ad una grande parata natalizia nella città di Panama. Migliaia di spettatori affollavano le strade. I devoti distribuirono grandissime quantità di biscotti e fiori ad una folla entusiasta. Sri Jagannatha e i devoti furono anche oggetto di una ripresa televisiva favorevole alla manifestazione.
Vatsala Dasa fino ad ora ha preso parte a tre Rathayatra della città di Panama. Ha voluto condividere questo racconto con la comunità internazionale dei devoti, nella speranza che altri in tutto il mondo possano essere ispirati dall’esempio di queste cinque coppie – tutti lavorano a tempo pieno e mantengono le famiglie. A volte crediamo che non sia possibile fare alcun servizio importante quando siamo alle prese con la vita di famiglia, ma con una visione e un forte desiderio – e con la misericordia del Signore – un cieco può vedere le stelle, un muto può recitare poesie e uno zoppo può attraversare le montagne.

Arcana Siddhi Devi Dasi fu iniziata da Srila Prabhupada nel 1976. Vive con suo marito e suo figlio a Sandy Ridge nel Nord Carolina, dove lavora privatamente come psicoterapeuta.

SRIMAD-BHAGAVATAM
Considerato “il frutto maturo dell’albero della letteratura Vedica,” lo Srimad-Bhagavatam è la più completa ed autorevole esposizione della conoscenza Vedica. Cinquemila anni fa Krsna Dvaipayana Vyasa compose questo purana, o storia, per spiegare l’essenza della conoscenza spirituale. Qui presentiamo lo Srimad-Bhagavatam col testo originale sanscrito, la traslitterazione, la traduzione parola per parola, la traduzione letterale e le spiegazioni di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada,
Acarya Fondatore dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.


LA FORMA TRASCENDENTALE DEL SIGNORE
Dopo avere detto a Dhruva Maharaja di meditare su Sri Visnu, Narada Muni continua la sua descrizione della forma del Signore.

CANTO 4: CHAPTER 8

srivatsankam ghana-syamam
purusam vana-malinam
sankha-cakra-gada-padmair
abhivyakta-caturbhujam

srivatsa-ankam: il segno dello Srivatsa sul petto del Signore; ghana-syamam: di un blu scuro; purusam: la Persona Suprema; vana-malinam: con una ghirlanda di fiori; sankha: conchiglia; cakra: ruota; gada: mazza; padmaih: il fiore di loto; abhivyakta: manifestato; catuh-bhujam: a quattro braccia.

Il Signore porta inoltre il segno dello Srivatsa, che è la dimora della dea della fortuna, e il Suo corpo è di un colore blu intenso. Il Signore è una Persona; Egli esiste eternamente nella Sua manifestazione a quattro braccia, ornata di una ghirlanda di fiori; nelle Sue mani [cominciando dalla mano sinistra inferiore] Egli tiene una conchiglia, una ruota, una mazza e un fiore di loto.

SPIEGAZIONE: In questo verso la parola purusam è molto significativa. Il Signore non è mai femmina, ma è sempre maschio (purusa). Ne consegue che l’impersonalista, immaginando il Signore in una forma femminile, è in errore. Il Signore può apparire in una forma femminile, se è necessario, ma la Sua forma eterna è purusa, perché Egli è il maschio originale. L’aspetto femminile del Signore è manifestato dalla dea della fortuna — Laksmi, Radharani, Sita, e così via. Tutte queste dee della fortuna servono il Signore, quindi non sono mai il Supremo, come gli impersonalisti falsamente immaginano. Sri Krsna nel Suo aspetto di Narayana possiede sempre quattro braccia. Sul campo di battaglia di Kuruksetra, quando Arjuna volle vedere la Sua forma universale, Egli mostrò questo aspetto di Narayana a quattro braccia. Alcuni devoti pensano che Krsna sia una manifestazione di Narayana, ma la scuola bhagavata insegna che Narayana è una manifestazione di Krsna.

kiritinam kundalinam
keyura-valayanvitam
kaustubhabharana-grivam
pita-kauseya-vasasam

kiritinam: il Signore è decorato con un casco tempestato di pietre preziose; kundalinam: con orecchini di perle; keyura: collana di gemme preziose; valaya-anvitam: con bracciali di gemme; kaustubha-abharana-grivam: con il collo ornato dalla gemma Kaustubha; pita-kauseya-vasasam: e vestito con abiti gialli.

Tutto il corpo del Signore Supremo, Vasudeva, è meravigliosamente ornato. Egli indossa un prezioso casco di gemme e vestiti di seta gialla, collane e braccialetti, e dal Suo collo pende la gemma Kaustubha.

kanci-kalapa-paryastam
lasat-kancana-nupuram
darsaniyatamam santam
mano-nayana-vardhanam

kanci-kalapa: campanellini; paryastam: attorno alla vita; lasat-kancana-nupuram: e cavigliere d’oro ai piedi; darsaniya-tamam: l’aspetto meraviglioso; santam: tranquillo; manah-nayana-vardhanam: molto piacevole per gli occhi e la mente.

Il Signore porta intorno alla vita una cintura di campanellini d’oro e cavigliere d’oro ai Suoi piedi di loto. Tutte le Sue fattezze sono molto attraenti e incantevoli alla vista. Egli è sempre sereno, calmo e quieto, e affascina gli occhi e la mente.

padbhyam nakha-mani-srenya
vilasadbhyam samarcatam
hrt-padma-karnika-dhisnyam
akramyatmany avasthitam

padbhyam: con i Suoi piedi di loto; nakha-mani-srenya: con la luce delle unghie dei Suoi piedi, simili a gemme; vilasadbhyam: i piedi di loto scintillanti; samarcatam: le persone che li adorano; hrt-padma-karnika: il centro del loto del cuore; dhisnyam: situato; akramya: afferrando; atmani: nel cuore; avasthitam: situato.

I veri yogi meditano sulla forma trascendentale del Signore così come Egli appare sul loto dei loro cuori; le unghie dei Suoi piedi di loto sfavillano come gemme.

smayamanam abhidhyayet
sanuragavalokanam
niyatenaika-bhutena
manasa varadarsabham

smayamanam: il sorriso del Signore; abhidhyayet: bisogna meditare; sa-anuraga-avalokanam: che guarda i Suoi devoti con grande affetto; niyatena: in questo modo, regolarmente; eka-bhutena: con grande attenzione; manasa: con la mente; vara-da-rsabham: il più grande dei benefattori.

Il Signore è sempre sorridente, e il devoto dovrebbe sempre vedere il Signore in questa forma, mentre Egli rivolge il Suo sguardo misericordioso verso il devoto. È così che lo yogi deve contemplare il Signore Supremo, Colui che elargisce ogni benedizione.


SPIEGAZIONE: In questo verso la parola niyatena è molto significativa, perché indica che bisogna praticare la meditazione secondo il metodo stabilito sopra. Non bisogna inventare un nuovo modo di meditare su Dio, la Persona Suprema, ma occorre seguire gli sastra e le personalità autorizzate. Col metodo prescritto si può praticare la concentrazione sul Signore fino a stabilirsi nel perfetto samadhi, pensando sempre alla forma del Signore. Il termine usato qui è eka-bhutena, che significa “con grande attenzione e concentrazione”. Chi si concentra sulla descrizione dell’aspetto del corpo del Signore non si degraderà mai.

evam bhagavato rupam
subhadram dhyayato manah
nirvrtya paraya turnam
sampannam na nivartate

evam: così; bhagavatah: del Signore Supremo; rupam: forma; su-bhadram: di grande buon auspicio; dhyayatah: che medita; manah: la mente; nirvrtya: liberandosi da ogni contaminazione materiale; paraya: trascendentale; turnam: molto presto; sampannam: arricchita; na: mai; nivartate: scende.
La persona che medita in questo modo, concentrando la mente su questa forma del Signore, eterna fonte di buona fortuna, è molto presto liberata da ogni contaminazione materiale, e la sua meditazione sul Signore non è mai interrotta.

SPIEGAZIONE: Questa meditazione fissa è detta samadhi, o estasi. Una persona costantemente impegnata nel servizio d’amore trascendentale offerto al Signore non può essere distolta dalla sua meditazione sulla forma del Signore, così come è descritta in questo verso. L’arcana-marga, la via della devozione prescritta nel Pancaratra, l’insieme delle regole che riguardano l’adorazione della murti nel tempio, rende il devoto costantemente assorto nel pensiero del Signore, il che è definito samadhi, o estasi. Chi pratica questo metodo non può deviare dal servizio del Signore; così si raggiunge la perfezione nella missione propria della vita umana.

japas ca paramo guhyah
sruyatam me nrpatmaja
yam sapta-ratram prapathan
puman pasyati khecaran

japah ca: il mantra da cantare a questo proposito; paramah: moltissimo; guhyah: confidenziale; sruyatam: per favore, ascolta; me: da me; nrpa-atmaja: o figlio del re; yam: che; sapta-ratram: sette notti; prapathan: cantando; puman: una persona; pasyati: può vedere; khe-caran: gli esseri umani che viaggiano nello spazio.

O figlio del re, ora ti dirò il mantra che dev’essere cantato nel corso di questa meditazione. Chi canta attentamente questo mantra per sette notti può vedere gli esseri umani perfetti che volano nel cielo.

SPIEGAZIONE: In questo universo c’è un pianeta chiamato Siddhaloka i cui abitanti controllano alla perfezione gli otto poteri soprannaturali che lo yoga conferisce: diventare più piccolo del più piccolo, più leggero del più leggero, più grande del più grande, ottenere immediatamente qualunque cosa si desideri, e compiere altre meraviglie, come per esempio creare un pianeta. Queste sono alcune tra le perfezioni dello yoga. Grazie al laghima-siddhi, il metodo di purificazione che permette di diventare più leggero dell’aria, gli abitanti di Siddhaloka volano nel cielo senza aeroplani o astronavi. Narada Muni fa capire qui a Dhruva Maharaja che meditando sulla forma trascendentale del Signore, e cantando contemporaneamente il mantra, si diventa così perfetti che in sette giorni si possono vedere gli esseri umani che volano nel cielo. Narada Muni usa il termine japah per indicare che il mantra che dev’essere cantato è molto confidenziale. Ci si può chiedere dunque perché questo mantra, se è così confidenziale sia menzionato nello Srimad-Bhagavatam. “Confidenziale”, in questo caso, indica che anche se un mantra è conosciuto da tutti, non può avere effetto se non è ricevuto attraverso la successione dei maestri spirituali. Secondo fonti autorevoli, il mantra che non è trasmesso attraverso la successione dei maestri spirituali, non ha alcuna efficacia.
Un altro punto stabilito in questo verso è che la meditazione dev’essere praticata insieme al canto del mantra. Cantare il mantra Hare Krsna è il metodo più facile di meditazione in quest’era. Non appena si canta il mantra Hare Krsna si vedono le forme di Krsna, di Rama e le Loro energie, e questo è lo stadio perfetto del samadhi. Non bisogna cercare artificialmente di vedere le forme del Signore cantando Hare Krsna, ma non appena questo canto sarà compiuto senza offese, il Signore Si rivelerà spontaneamente alla vista di colui che canta. Bisogna dunque concentrarsi nell’ascoltare la vibrazione sonora, e senza altro sforzo da parte di chi canta, il Signore automaticamente apparirà.

om namo bhagavate vasudevaya
mantrenanena devasya
kuryad dravyamayim budhah
saparyam vividhair dravyair
desa-kala-vibhagavit

om: o mio Signore; namah: offro i miei rispettosi omaggi; bhagavate: al Signore Supremo; vasudevaya: a Dio, Vasudeva; mantrena: con questo inno, o mantra; anena: questo; devasya: del Signore; kuryat: bisogna fare; dravyamayim: fisico; budhah: una persona erudita; saparyam: l’adorazione secondo i metodi prescritti; vividhaih: con varietà; dravyaih: oggetti; desa: secondo la nazione; kala: tempo; vibhaga-vit: chi conosce le divisioni.

Om namo bhagavate vasudevaya, questo è il mantra di dodici sillabe per adorare Sri Krsna. Bisogna installare la forma fisica del Signore, e insieme al canto del mantra bisogna offrire fiori e frutti, e altre varietà di alimenti, esattamente secondo le regole prescritte dalle autorità. Ma tutto ciò dev’essere compiuto tenendo in considerazione il luogo, il tempo, e i concomitanti vantaggi e svantaggi.

SPIEGAZIONE: Om namo bhagavate vasudevaya è conosciuto come il dvadasaksara mantra. Questo mantra, cantato dai devoti Vaisnava, comincia con il pranava, ossia l’omkara. Vi è un’ingiunzione che proibisce a chi non è brahmana di pronunciare il pranava-mantra. Ma Dhruva Maharaja era nato ksatriya. Egli riconobbe subito davanti a Narada Muni che in quanto ksatriya era incapace di accettare le istruzioni di Narada relative alla rinuncia e all’equilibrio mentale, istruzioni che sono proprie del brahmana. Eppure, benché fosse uno ksatriya e non un brahmana, Dhruva ricevette il permesso di pronunciare il pranava-omkara grazie all’autorità di Narada. Ciò è molto significativo. Specialmente in India, i brahmana di casta fanno molte obiezioni quando le persone provenienti da altre caste, cioè non nate in famiglie di brahmana, recitano questo pranava-mantra. Ma in questo verso è contenuta l’implicita dimostrazione che se una persona accetta il mantra Vaisnava o il metodo Vaisnava di adorazione delle murti, può cantare il pranava-mantra. Nella Bhagavad-gita il Signore afferma personalmente che tutti, anche coloro che appartengono a classi più basse, possono essere elevati alla posizione più alta e tornare a Dio, nella nostra dimora originale, semplicemente seguendo in modo adeguato il metodo di adorazione.
Narada Muni stabilisce qui le regole prescritte: il mantra dev’essere ricevuto da un maestro spirituale autentico e ascoltato con l’orecchio destro. Non bisogna soltanto cantare o mormorare il mantra, ma bisogna avere davanti a sé la murti, cioè la forma fisica del Signore. Certamente, quando il Signore appare non si tratta più di una forma fisica. Per esempio, una sbarra di ferro, resa incandescente nel fuoco, non è più ferro ma fuoco, similmente, una forma del Signore, da noi costruita — col legno, con la pietra, il metallo le pietre preziose o anche dipinta, o anche una forma nella mente — è una forma autentica, spirituale e trascendentale del Signore. Non solo bisogna ricevere il mantra da un maestro spirituale autentico come Narada Muni o dai suoi rappresentanti nella successione dei maestri, ma bisogna anche cantare questo mantra, e inoltre offrire tutto il cibo disponibile nella parte del mondo in cui si vive, secondo il tempo e la circostanza.
Il metodo di adorazione che consiste nel cantare il mantra e nel preparare la forma del Signore, non è stereotipato e non è esattamente il medesimo in ogni luogo. Questo verso dice espressamente che bisogna considerare il tempo, il luogo e le disponibilità. Il nostro Movimento per la Coscienza di Krsna si sta diffondendo in tutto il mondo, e noi abbiamo installato anche le murti nei diversi centri. Talvolta i nostri amici indiani, inorgogliti dalle loro nozioni inventate, ci criticano dicendo che non abbiamo fatto quella o quell’altra cosa. Essi, però, dimenticano le istruzioni impartite da Narada Muni a uno dei più grandi Vaisnava, Dhruva Maharaja: bisogna considerare il luogo, il tempo e le circostanze favorevoli. Ciò che conviene in India può non essere conveniente nei Paesi occidentali. Le persone che non si trovano nella linea degli acarya, o che non hanno alcuna conoscenza di come agire nel ruolo di acarya, criticano inutilmente le attività del movimento ISKCON nei paesi fuori dell’India. Il fatto è che questi criticoni non sanno agire personalmente in alcun modo per diffondere la coscienza di Krsna. Se invece una persona s’impegna nella predica e si assume ogni rischio nel considerare il tempo e il luogo, potrà fare qualche cambiamento nel metodo di adorazione, ma secondo gli sastra, questo non è un errore. Srimad Viraraghava Acarya, un acarya nella linea di successione della Ramanuja-sampradaya, ha notato, nel suo commento, che perfino i candala, le anime condizionate che hanno preso nascita in famiglie inferiori a quelle dei sudra, possono essere iniziate in relazione alle circostanze. Le formalità possono venire leggermente cambiate qua e là al fine di far diventare Vaisnava queste anime condizionate.
Sri Caitanya Mahaprabhu raccomanda di far udire il Suo nome in ogni angolo del mondo. Ma ciò non sarebbe possibile se non si predicasse in ogni luogo. Il culto di Sri Caitanya Mahaprabhu è bhagavata-dharma, ed Egli raccomanda specialmente la Krsna-katha, il culto della Bhagavad-gita e dello Srimad-Bhagavatam. Egli raccomandò a ogni indiano di portare il messaggio del Signore agli altri abitanti del mondo, considerando questo compito come para-upakara, attività di beneficenza. Nell’espressione, “gli altri abitanti del mondo” non sono compresi soltanto i brahmana e gli ksatriya indiani, o i brahmana di casta, che pretendono di essere brahmana per il fatto di essere nati in famiglie di brahmana. Il principio che solo gli Indiani e gli indù possano partecipare al culto Vaisnava è un’idea sbagliata; anzi, bisognerebbe diffondere il culto Vaisnava in modo che tutti vi possano partecipare. Il Movimento per la Coscienza di Krsna ha questo scopo. Non c’è limite per la diffusione del Movimento per la Coscienza di Krsna, anche tra persone nate in famiglie di candala, mleccha o yavana. Anche in India questo concetto è stato ribadito da Srila Sanatana Gosvami nel suo libro Hari-bhakti-vilasa. Quest’opera fa parte della smrti ed è la guida vedica autorizzata che stabilisce il corretto comportamento quotidiano dei Vaisnava. Sanatana Gosvami afferma che come il bronzo può essere trasformato in oro quando è mescolato al mercurio per opera di una trasformazione chimica, ogni persona può diventare un Vaisnava con il metodo autentico di iniziazione, diksa. Bisogna accettare l’iniziazione da un maestro spirituale autentico che appartenga alla successione dei maestri, un maestro che sia autorizzato dal maestro spirituale che lo ha preceduto. Questo è il diksa-vidhana. Sri Krsna afferma nella Bhagavad-gita, vyapasritya: bisogna accettare un maestro spirituale. Con questo metodo il mondo intero può essere convertito alla coscienza di Krsna.
(continua nel prossimo numero)


I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA
Filosofia Significa; Consapevolezza della Morte

La seguente conversazione tra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada ed alcuni suoi discepoli ebbe luogo durante una passeggiata mattutina a Berkeley in California.

Primo discepolo: Srila Prabhupada, recentemente uno studente si è suicidato qui. Accade in tutto il Paese.
Srila Prabhupada: Alcuni commettono suicidio pubblicamente ed altri silenziosamente. Se la vita umana viene sprecata per la gratificazione dei sensi è una forma di suicidio. Le persone hanno l’opportunità di elevarsi e tuttavia vivono come cani e gatti. Questo è un suicidio.
Secondo discepolo: Un mese fa sui giornali apparve una notizia rilevante: consultando gli archivi della Biblioteca del Congresso uno studente ne aveva tratto una quantità d’informazioni sufficiente per costruire una bomba atomica. La conclusione era che, teoricamente, chiunque lo volesse poteva raccogliere da una fonte pubblica informazioni sufficienti per costruire una bomba atomica.
Srila Prabhupada: Anche questa è una forma di suicidio. Colui che costruisce la bomba atomica pensa che così facendo avrà successo nella vita, ma non sa come salvarsi dalla morte. Niente di quello che ha fatto può salvarlo dalla morte. Allora a cosa gli serve la sua conoscenza scientifica? Il cane deve morire e anche lui deve morire, allora dov’è la differenza?
Primo discepolo: Per inciso, lo scopo originale degli scienziati che costruirono la bomba atomica era di opporsi alla morte – porre fine alla Seconda Guerra Mondiale il più presto possibile.
Srila Prabhupada: Come possono impedire la morte? Non sanno come impedire la morte. Possono accelerarla, questo è tutto. Ecco i veri problemi: janma-mrtyu-jara-vyadhi – nascita, morte vecchiaia e malattie. Quali scienziati possono risolvere questi problemi? Questi problemi sono davvero terribili, ma dov’è il chimico o lo psicologo che può risolverli?
Primo discepolo: La teoria di oggi è che poiché la Russia ha così tante armi nucleari e gli Stati Uniti ne hanno altrettante, ambedue hanno paura di usarle.
Srila Prabhupada: No. Devono usarle. Questo è il piano della natura. Non è astrologia; è una conclusione naturale. Non vi è dubbio su questo.
Primo discepolo: L’unica difficoltà è che se usano le armi nucleari ci sarà una distruzione totale. Perciò hanno tutti paura di usarle.
Srila Prabhupada: Se totale o parziale, lo vedremo, ma le armi devono essere usate. Se i dirigenti vogliono evitare la guerra, devono capire tre punti: Dio è il proprietario di tutto, Egli è il beneficiario di tutte le attività ed è l’amico di tutti. I leader però agiscono proprio in senso contrario pensando: “Io sono il proprietario, io sono il beneficiario ed io sono l’amico di tutti perché sono Dio.” Questo è demoniaco. Nixon fu eletto Presidente fingendo di essere amico di tutti, ma in seguito dette prova di essere un nemico. Nessuno, eccetto Krsna, può essere l’amico di tutti.
Terzo discepolo: Ma un puro devoto di Dio non è un amico di tutti?
Srila Prabhupada: Sì, perché porta il messaggio di Krsna. Se c’è un amico universale e se qualcuno dà delle informazioni su quell’amico universale, anch’egli è un amico universale. Krsna è l’amico di tutti (suhrdam sarva-bhutanam) e il puro devoto dice a tutti che Krsna è Suo amico. Perciò nessuno può essere tuo amico eccetto un rappresentante di Krsna. Nel mondo materiale: “Io sono tuo nemico e tu sei mio nemico.” Questo è il fondamento del mondo materiale, ma il mondo spirituale è proprio l’opposto: “Io sono tuo amico e tu sei mio amico, perché Krsna è l’amico più caro di tutti e due.”
Terzo discepolo: Srila Prabhupada, anche quando distribuiamo i tuoi libri cerchiamo di dimostrare alle persone che siamo loro amici?
Srila Prabhupada: Oh, sì. Questo significa essere un vero amico. Come dice Caitanya Mahaprabhu, kota nitra jao maya-pisacira kole…enechi ausadhi maya nasibaro lagi’ / hari-nama maha-mantra lao tumi magi’: “O gente, voi dormite sotto l’influenza di maya [illusione]. Per quanto tempo dormirete e soffrirete in questo mondo materiale? Io ho il rimedio – il maha-mantra Hare Krsna – prendetelo e non dormite più.”
Primo discepolo: La minaccia di una guerra nucleare potrebbe rendere più facile la diffusione della coscienza di Krsna?
Srila Prabhupada: La minaccia c’è già, ma le persone sono così sciocche che non temono la minaccia. Certamente la minaccia della morte c’è già: tutti moriremo. Questo è il vero problema, ma chi se ne occupa? Le persone stanno evitando questo problema perché non possono prendere alcun provvedimento contro di esso.
Quarto discepolo: Srila Prabhupada, costantemente sentiamo da te e dai tuoi libri che moriremo e che dobbiamo imparare ad affrontare la morte. Tuttavia, anche se tuoi discepoli, non ne siamo così convinti. Siamo stati allevati in una cultura che nasconde la morte. Specialmente qui in America, raramente ci occupiamo della morte.
Srila Prabhupada: Pensate di non morire?
Quarto discepolo: Lo so che morirò, ma come possiamo arrivare a realizzarlo?
Srila Prabhupada: Tutti muoiono. Tua madre muore, tuo padre muore, i tuoi amici muoiono – ed ancora non riuscite a capire? Allora come sarà possibile farvelo capire? Ogni giorno, ogni momento moltissimi uomini e animali muoiono. La morte è inevitabile, ma continuate a pensare: “Io non morirò.” E questo è il nostro vero problema. Nessuno vuole morire, ma tutti muoiono. Gli scienziati mascalzoni non possono risolvere questo problema.
Qualche volta vediamo un cane che nuota nell’Oceano Pacifico e pensiamo: “Oh, fatemi aggrappare alla coda del cane e attraverserò l’oceano.” Nello stesso modo, coloro che pensano che i cosiddetti scienziati e filosofi risolveranno i problemi della nascita, della morte, della vecchiaia e delle malattie sono esattamente simili a coloro che cercano di attraversare l’Oceano Pacifico tenendosi alla coda di un cane. Gli scienziati sono come i cani e tenersi alle loro code è senza speranza.
Primo discepolo: Allora è con la filosofia che dobbiamo convincerci della realtà della morte?
Srila Prabhupada: Oggi filosofia significa “speculazione mentale”, ma la vera filosofia significa scoprire la realtà. Questa è filosofia. Non “Io penso così, egli pensa così, un altro pensa in un altro modo.” Questa è speculazione mentale. La vera filosofia è quella che Krsna indica nella Bhagavad-gita: janma-nrtyu-jara-vyadhi-duhkha-dosanudarsanam, “Ricordati sempre che c’è la morte, che c’è la nascita, che ci sono la vecchiaia e le malattie e cerca di salvarti da esse diventando cosciente di Krsna.” Questa è filosofia.


CALENDARIO

Questo calendario è calcolato per la zona di Firenze. Le date, che derivano dal calendario lunare, possono variare per altre zone. Per ottenere le date esatte per la vostra area collegatevi al sito www.krishna.com/calendar.
Poiché il Movimento Hare Krsna si basa sulla linea di maestri che discende da Sri Caitanya Mahaprabhu, il calendario include non solo date rilevanti per tutti i seguaci della tradizione Vedica, ma anche date riferite ai compagni del Signore e a preminenti maestri spirituali della Sua successione.


13 Dicembre–11 Gennaio
(Mese di Narayana)
GENNAIO
7—Putrada Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi
(Rompere il digiuno 07:48 - 10:51)
12 Gennaio–9 Febbraio
(Mese di Madhava)
15—Anniversario dell’apparizione di Srila Gopala Bhatta Gosvami,
uno dei sei Gosvami di Vrndavana.
16—Anniversario della scomparsa di Srila Jayadeva Gosvami, un grande maestro spirituale e autore della Gita-govinda.
22—Sat-tila Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi
(Rompere il digiuno 07:41 - 10:51)
31—Anniversario dell’apparizione di Srila Raghunatha Dasa Gosvami, uno dei sei Gosvami di Vrndavana. Anniversario della scomparsa di Srila Visvanatha Cakravarti Thakura, maestro spirituale Vaisnava e autore che apparve nel diciassettesimo secolo. Anniversario dell’apparizione di Srimati Visnupriya Devi, la consorte di Sri Caitanya.

FEBBRAIO
2—Anniversario dell’apparizione di Sri Advaita Acarya, un’incarnazione dell’espansione di Krsna, Maha-Visnu, e intimo compagno di Sri Caitanya. Digiuno fino a mezzogiorno.
4—Anniversario della scomparsa di Sripada Madhavacarya, filosofo Vaisnava e maestro spirituale che apparve nel tredicesimo secolo.
5—Anniversario della scomparsa di Srila Ramanujacarya, filosofo e maestro spirituale dell’undicesimo secolo.
6—Trisprsa Maha-Dvadasi
Digiuno di cereali e legumi per Bhaimi Ekadasi. Apparizione di Sri Varaha, l’incarnazione cinghiale di Krsna.
(Rompere il digiuno 07:25 - 10:48)
7— Anniversario dell’apparizione di Sri Nityananda Prabhu, intimo compagno di Sri Caitanya Mahaprabhu e incarnazione del fratello maggiore di Krsna, Balarama. Digiuno fino a mezzogiorno.
9—Anniversario dell’apparizione di Srila Narottama Dasa Thakura, maestro spirituale nella linea di successione di Caitanya che compose molti canti devozionali in Bengalese.
10 Febbraio–11 Marzo
(Mese di Govinda)
14—Anniversario dell’apparizione di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, il maestro spirituale di Srila A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, acarya-fondatore dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna. Digiuno fino a mezzogiorno, quindi festa di prasada. Inoltre, anniversario della scomparsa di Sripada Gour Govinda Swami, un guru ISKCON.
20—Paksavardhini Maha-Dvadasi
Digiuno di cereali e legumi per Vijaya Ekadasi. Anniversario della scomparsa di Srila Isvara Puri, maestro spirituale di Sri Caitanya.
(Rompere il digiuno 07:05 - 10:41)
23—Sri Siva Ratri, giornata in onore di Siva.
25—Anniversario della scomparsa di Srila Jagannatha Dasa Babaji, grande devoto nella linea di successione di Sri Caitanya che confermò la scoperta di Srila Bhaktivinoda Thakura del luogo di nascita di
Sri Caitanya.
MARZO
7—Amalaki-vrata Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi
Rompere il digiuno 06:40 - 10:24
8—Anniversario della scomparsa di Srila Madhavendra Puri, maestro spirituale del maestro spirituale di Sri Caitanya.
10—Sri Gaura Purnima, anniversario dell’apparizione di Sri Caitanya Mahaprabhu, che è Krsna stesso nel ruolo del Suo stesso devoto. Digiuno fino al sorgere della luna, seguito da un rompi-digiuno di prasadam di Ekadasi (senza cereali e legumi). Festa di prasadam domani.


Brahmana per Qualifiche
Secondo Sri Krsna nessuno nasce brahmana; questo titolo deve essere meritato.
di Narasimha Swami Dasa
(S.G.N. Swamy, Ph.D.)

samo damas tapah saucam
ksantir arjavam eva ca
jnanam vijnanam astikyam
brahma-karma svabhava-jam

“Tranquillità, controllo di sé, austerità, purezza, tolleranza, onestà, conoscenza, saggezza e religiosità sono le qualità naturali che caratterizzano le attività del brahmana.”
–Bhagavad-gita 18.42

COLORO che studiano la storia dell’India, la sua cultura e le sue tradizioni, conoscono il sistema delle caste. Nell’ultimo capitolo della Bhagavad-gita Sri Krsna distingue le varie occupazioni degli intellettuali, degli amministratori, degli agricoltori o commercianti e degli operai (rispettivamente brahmana, ksatriya, vaisya e sudra). Questa suddivisione permette alle persone di operare in base alla loro natura. Sfortunatamente in India essa è stata malintesa e male applicata nel cosiddetto sistema delle caste.
Sri Krsna presenta gli appartenenti alla classe sacerdotale o intellettuale come brahmana, caratterizzati da qualità intrinseche elencate nel verso sopracitato. Come il figlio di un giudice non è un giudice finché non ne ha le qualifiche, il figlio di un brahmana non è un brahmana finché non possiede le qualità braminiche. Questo stesso principio, che contrasta con il sistema ereditario delle caste, si applica agli ksatriya, ai vaisya e ai sudra.
Suddivisioni naturali dei livelli occupazionali esistono in ogni Paese. Per esempio, ogni religione ha una classe sacerdotale corrispondente a quella dei brahmana. In questo articolo, per farne risaltare l’importanza sociale, considereremo brahmana i membri della classe sacerdotale di qualsiasi religione. Da questo punto di vista, anche se hanno origine in India, gli insegnamenti della Bhagavad-gita hanno un valore universale. La classe sacerdotale è necessaria per guidare le persone sul giusto sentiero di una vita pia che gradualmente li conduca verso Dio.
Ogni società, in ogni parte del mondo, ha la classe intellettuale o sacerdotale, la classe degli amministratori, la classe dei commercianti e la classe degli operai. In ogni Paese le persone possono essere facilmente classificate in queste quattro suddivisioni basate sulla loro natura intrinseca (svabhava) o sulle loro attività. I membri del gruppo intellettuale non hanno bisogno di essere brahmana in linea ereditaria. Per definire onestamente chi sia veramente un brahmana, la cosa migliore è comprendere chiaramente le qualità braminiche.
La letteratura vedica ci dice che la natura materiale esercita tre influenze: virtù, passione e ignoranza. Questi influssi permeano tutti gli aspetti dell’energia materiale, compresa la natura delle persone, e sono alla base delle quattro suddivisioni della società, come Sri Krsna afferma nella Bhagavad-gita (4.13): catur-varnyam maya srstam guna-karma-vibhagasah: “Io ho creato le quattro divisioni della società umana sulla base delle tre influenze della natura materiale e delle attività ad esse collegate.”

Srila Prabhupada nella sua spiegazione del verso 14.6 della Bhagavad-gita descrive il brahmana come una persona situata sotto l’influenza della virtù, più saggia degli altri, non turbata dalle sofferenze materiali, consapevole del proprio avanzamento nella conoscenza materiale, perciò in possesso di una sensazione più intensa di felicità.

Tutti gli altri membri della società dovrebbero considerare il brahmana qualificato come una guida spirituale. Le qualità e l’insegnamento dei brahmana guidano le persone verso una vita pia e verso la coscienza di Dio.
Esaminiamo le qualità elencate dal Signore, Sri Krsna.


Tranquillità (Samah)

Un vero brahmana è sereno in ogni circostanza, calmo anche se provocato. La convinzione che il Signore lo protegga sempre lo libera dalla paura. Quando esegue i suoi doveri non reagisce in modo impulsivo alle critiche.
La Bhagavad-gita (2.71) afferma: “Soltanto colui che non è più attratto dalla gratificazione dei sensi, che vive libero da desideri, che ha lasciato ogni senso di possesso e si è spogliato del falso ego, può raggiungere la vera pace.” Srila Prabhupada nel commento afferma che il “desiderio di diventare cosciente di Krsna significa in realtà essere privi di ogni altro desiderio” e che “una persona priva di desideri materiali sa che tutto appartiene a Krsna (isavasyam idam sarvam), perciò non reclama alcun diritto di proprietà su nulla.”
Un vero brahmana è tranquillo in tutte le circostanze perché, essendosi arreso a Krsna, è sicuro della Sua protezione. Nella Bhagavad-gita, Capitolo Cinque (Karma-yoga, l’azione nella coscienza di Krsna) Krsna ci dà la formula della pace:

bhoktaram yajna-tapasam
sarva-loka-mahesvaram
suhrdam sarva-bhutanam
jnatva mam santim rcchati

“Sapendo che Io sono il beneficiario supremo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità, il Signore Supremo di tutti i pianeti e di tutti gli esseri celesti, l’amico e il benefattore di tutti gli esseri viventi, la persona pienamente cosciente di Me trova sollievo alle miserie materiali e ottiene la pace.” Un brahmana che capisce il significato di questo verso non solo è tranquillo in se stesso, ma diffonde serenità anche intorno a sé. Egli insegna l’essenza della tranquillità sulla base della Bhagavad-gita, dello Srimad-Bhagavatam e delle altre Scritture autentiche.


Controllo di sé (Damah)

Un brahmana rivela il controllo di sé con l’atteggiamento, il comportamento e il modo di parlare con gli altri. Srila Prabhupada scrive: “Il controllo di sé consiste nel rifiutare tutto ciò che potrebbe nuocere al progresso spirituale. Si deve essere abituati a questo e respingere tutto ciò che è contrario al progresso spirituale.” (Bhagavad-gita 13.8 Spiegazione)
Il controllo di sé riferito ad un brahmana sposato comprende anche il suo dovere di rispettare le restrizioni delle Scritture sul sesso.

Austerità (Tapah)

Si può riconoscere un brahmana dal modo austero con cui provvede alle necessità fisiche del mangiare, del dormire e alla vita di famiglia. Egli deve compiere austerità che riguardano la pulizia del corpo, il digiuno, il modo di parlare e l’alzarsi presto al mattino.
La Bhagavad-gita (17.15) spiega l’austerità del parlare: “L’austerità della parola consiste nell’usare un linguaggio veritiero, gradevole, benefico, teso a non agitare gli altri e anche nel recitare regolarmente i testi vedici.”
Inoltre, i sacrifici del brahmana devono essere compiuti sulla base degli insegnamenti delle Scritture e sempre sotto l’influenza della virtù.


Purezza (Saucam)

Quando nasciamo nel mondo materiale, veniamo immediatamente contaminati dalle tre influenze della natura materiale. Questo significa essere “condizionati”. A torto crediamo di essere un prodotto della natura materiale e presumiamo di essere il nostro corpo. Un brahmana deve esercitarsi a superare il concetto di vita basato sul corpo. Diventare puri significa eliminare la contaminazione del falso ego.
Nella sua Introduzione alla Bhagavad-gita Così Com’è Srila Prabhupada scrive: “Una coscienza pura significa agire sulla base degli insegnamenti del Signore.”



Tolleranza (Ksantih)
Caitanya Mahaprabhu nel Suo Sri Siksastaka dà questa definizione della tolleranza (3):
trnad api sunicena
taror api sahisnuna
amanina manadena
kirtaniyah sada harih

“Si dovrebbero cantare i Santi Nomi del Signore in un umile stato di mente, considerandosi inferiori a un filo di paglia nella strada, diventando più tolleranti di un albero, privi di ogni senso di falso prestigio e sempre pronti ad offrire i nostri rispetti agli altri. In questo stato di mente si possono cantare i Santi Nomi del Signore costantemente.” Un albero tollera in silenzio anche quando viene tagliato o maltrattato.
Seguendo i vari insegnamenti delle Scritture un brahmana deve praticare costantemente la tolleranza anche di fronte alle inevitabili critiche, agli insulti e al disonore propri della vita materiale.
Onestà (Arjavam)

Un brahmana deve essere onesto. Dire sempre la verità e presentare i fatti come sono costituiscono la base del suo carattere onesto. Un brahmana deve evitare anche di cedere alla tendenza ad ingannare, propria dell’uomo.

Conoscenza (Jnanam)

Un brahmana deve essere depositario della conoscenza spirituale in modo da poter guidare gli altri nelle questioni spirituali. Questa conoscenza deve essere tratta da Scritture autentiche come la Bhagavad-gita, lo Srimad-Bhagavatam ed altre. Egli dovrebbe essere in grado di citare le Scritture quando presenta l’essenza della conoscenza. Srila Prabhupada scrive che con la conoscenza delle Scritture si può restare stabili nelle proprie convinzioni, mentre con la semplice conoscenza accademica si può facilmente rimanere ingannati e confusi da contraddizioni apparenti.
La conoscenza spirituale è una delle qualifiche essenziali di un brahmana. Essa non solo toglie l’illusione dalla sua mente, ma lo rende anche capace di insegnare agli altri come sfuggire all’illusione. Questa conoscenza, detta vidya, lo rende sereno, puro e soddisfatto in se stesso. La conoscenza del sé lo porta all’autorealizzazione.

Saggezza (Vijnanam)

In senso spirituale la saggezza è la capacità di distinguere tra la materia e lo spirito. Un brahmana deve guidare gli altri nella cultura braminica e nella ricerca dell’autorealizzazione.

Religiosità (Astikyam)

Un brahmana deve seguire con scrupolo gli insegnamenti di Sri Krsna.
Nella sua introduzione alla Bhagavad-gita Così Com’è Srila Prabhupada scrive: “ La parola religione non corrisponde a sanatana dharma perché comporta l’idea di una professione di fede che si può cambiare. Si può seguire una confessione per poi abbandonarla e provarne un’altra, ma il sanatana dharma è la funzione immutabile dell’essere.”
Un brahmana deve conoscere le ingiunzioni vediche ed essere capace di guidare gli altri in materia di religione. Limitarsi a seguire i riti senza comprendere il significato di religione è di scarsa utilità.

Bramanismo e Vaisnavismo

Srila Bhaktivinoda Thakura dice che il Bramanismo è un passo verso il Vaisnavismo perché il Bramanismo è uno stadio di qualificazione di un Vaisnava e perché il Vaisnavismo è il frutto del Bramanismo. I Vaisnava appartengono ad una categoria più elevata di quella dei brahmana perché hanno superato i brahmana nelle qualità braminiche. I Vaisnava appartengono allo standard più elevato della pratica devozionale e dell’insegnamento.
Le qualità braminiche specificate da Sri Krsna appaiono difficilissime ad ottenersi da chi oggi aspira ad essere un brahmana. Negli ambienti spirituali viene generalmente detto che nel Kali-yuga, l’attuale era di decadenza, è molto raro trovare un brahmana qualificato. È però possibile diventare un brahmana e poi un Vaisnava con una pratica cosciente e costante e con la misericordia del Signore.

Narasimha Swami Dasa (Dott. S.G.N. Swami), discepolo di Sua Santità Jayapataka Swami, ha una laurea in ingegneria. Per circa sedici anni ha prestato servizio presso l’ISKCON di Jakarta in Indonesia e poi negli ultimi nove anni allo Sri Jagannath Mandir dell’ISKCON a Bangalore. Vive con sua moglie, Vatsala Radha Devi Dasi.



LA PROTEZIONE della MUCCA in Europa
Rappresentanti delle fattorie Hare Krsna s’incontrano per parlare dei loro progressi nel soddisfare la visione dell’autosufficienza di Srila Prabhupada..
di Chaya Devi Dasi

“Jiva, dijo! Jiva, chehi!”

JIVA IL BUE sente gli ordini di Balabhadra Dasa, si sposta in avanti e poi gira a sinistra. Dopo aver ripetuto per qualche volta questi ordini Balabhadra porta Jiva nel suo recinto, dove lo spazzola con gentilezza e gli parla dolcemente. Il compagno di Jiva, Dharma, è nel recinto vicino e aspetta il suo turno per mostrare che cosa ricorda della sua lezione precedente.
Jiva e Dharma sono una coppia di buoi Jersey di tre anni a Krisnuv Dvur, la fattoria degli Hare Krsna della Repubblica ceca. Balabhadra Dasa è il ministro dell’ISKCON per la protezione della mucca e dell’agricoltura per tutto il mondo. Premadhatta Dasa, che guida il carro di Jiva e di Dharma, ha imparato guardando Balabhadra insegnare a Jiva e Dharma con ordini elementari dati a voce. Dolci, belli e gentili, Jiva e Dharma saranno la prossima coppia di buoi ad essere impiegata nella fattoria. Essi fanno parte di una mandria di quattordici bovini protetti che vivono a Krisnuv Dvur.
Varnasrama Dasa, presidente di Krisnuv Dvur, e sua moglie Padmamukhi Dasi ci presentarono a Rasalila e Tungi – mucche che danno latte senza aver mai figliato, sfidando apparentemente le leggi della natura. A causa dei suoi problemi alle anche, i devoti non hanno fatto mai accoppiare Rasalila, tuttavia sono dieci anni che essa dà il latte. Tungi ha cominciato a produrre latte poco prima della nostra visita. Premadhatta sentì il suo muggito risuonare forte nel pascolo e corse da lei. Le sue mammelle erano turgide ed essa naturalmente voleva che qualcuno la mungesse per alleviare il suo disagio. Quando la mucca è protetta per tutta la vita sviluppa una tale serenità e soddisfazione da poter dare il latte anche senza generare.
È d’ispirazione vedere le mucche protette in un Paese come la Repubblica ceca, così lontana dall’India, dove ha avuto origine la protezione della mucca. Il merito è di Srila Prabhupada, che ha insegnato la coscienza di Krsna ovunque durante i suoi lunghi viaggi.
L’ISKCON ha alcune fattorie in Europa. Alla prima Conferenza annuale delle fattorie ISKCON europee, tenutasi lo scorso maggio, erano presenti agricoltori Hare Krsna inglesi, belgi, tedeschi, cechi, slovacchi, polacchi, svedesi e ungheresi. Neanche allora erano rappresentate tutte le fattorie europee che praticano la protezione della mucca. Molti di questi devoti allevatori di mucche e molti agricoltori operano nelle loro fattorie in campagna lontano da un animato tempio di città. Essi compiono il loro servizio senza riconoscimenti ed applausi, ma trovano la loro ricompensa nel servizio alle mucche e alla terra e nel vivere in un’atmosfera spirituale, gustando una vita serena e salutare vicina alla terra e alle mucche.
La conferenza, organizzata da Syamasundara Dasa, ministro europeo dell’ISKCON per la protezione della mucca e dell’agricoltura, ha costituito un primo passo verso un crescente entusiasmo e sostegno alle fattorie che in Europa proteggono la mucca. Questo tentativo ha avuto successo e i devoti sono partiti ispirati e pieni di speranza per il futuro.

Mucche al Manor

Syamasundara è il responsabile della goshalla (rifugio per la mucca) del Bhaktivedanta Manor in Inghilterra. Prima di arrivare alla fattoria di Krisnuv Dvur della Repubblica ceca ci fermammo al Bhaktivedanta Manor.
“Bhima, alzati! Bala, alzati!”
Syamasundara Dasa ci stava conducendo in un giro dei terreni del Manor quando lungo il sentiero arrivò un carro tirato da buoi carico di ospiti felici che si godevano il giro turistico all’aria aperta. Il fascino rurale dei carri trainati da buoi attrae ospiti al Manor.
I buoi non solo trainano carri per gli ospiti, ma anche macchinari agricoli nei campi del Manor.
Nel dicembre del 2007, la Royal Society for the Protection of Cruelty to Animals (RSPCA), senza il permesso dei devoti e contro i loro espressi desideri, applicò l’eutanasia su Gangotri, un mucca sofferente che viveva al Manor. Questo episodio doloroso spinse i devoti del Manor a rivolgersi al governo inglese perché riconoscesse la pratica della protezione della mucca. I devoti sostengono l’importanza della mucca nella cultura e nella fede dell’India.
I punti di vista inglese e indiano sulla mucca sono molto diversi. Nella mentalità occidentale la mucca è importante perché fornisce carne e latte. La mucca è un’occasione commerciale. Nella mentalità orientale la mucca è nostra madre, il bue è nostro padre. La mucca dà il latte – noto come “il cibo miracoloso” quando è privo di ormoni e antibiotici dati per favorirne la crescita.
Per produrre questo cibo miracoloso la mucca mangia solo erba. Essa prende pochissimo da noi e ci dà moltissimo, un vero esempio di maternità. Il toro tira l’aratro nei campi, preparando la terra per i semi che generano vegetali e cereali deliziosi. Come un padre, il toro lavora per noi.
Sia la mucca che il toro producono letame, che, come è stato scientificamente provato, contiene numerose sostanze nutrienti, utili non soltanto per la terra ma anche per la nostra salute. L’urina di mucca, spesso combinata con erbe, può curare molte malattie dell’uomo ed è utile come pesticida ed erbicida. Gli escrementi della mucca sono usati anche come carburante, sia bruciati direttamente o usati in sistemi di produzione di biogas per ottenere metano. Il bue non solo ara i campi, ma può fornire energia a generatori, a segherie e ad altri macchinari. Proteggere la mucca ha un senso, perché la mucca e il bue ci forniscono i nostri cibi essenziali, nonché medicinali, fertilizzanti, pesticidi, erbicidi e la capacità del bue.
La mentalità occidentale non ha però ancora compreso i numerosi benefici pratici e spirituali che la mucca offre alla società umana.

L’Imperativo Morale di Proteggere la Mucca

Lo Srimad-Bhagavatam (1.16.18) riporta questo episodio:
“La personificazione dei principi religiosi, Dharma, vagava sotto forma di bue, quando incontrò la Terra personificata, nella forma di una mucca, che sembrava addolorata come una madre che ha perso il figlio. Aveva le lacrime agli occhi e il suo corpo aveva perso ogni bellezza…”

Srila Prabhupada commenta:

Il bue è il simbolo dei principi morali e la mucca rappresenta la Terra. Quando il bue e la mucca sono felici significa che tutta la gente del mondo è felice. La ragione è che il bue aiuta a produrre cereali con il suo lavoro nei campi e la mucca fornisce il latte, un vero e proprio miracolo di valori nutritivi. Perciò la società umana mantiene con molta cura questi due importanti animali in modo che possano pascolare ovunque tranquillamente. Ma oggi, nell’età di Kali, i buoi e le mucche vengono macellati e mangiati da uomini che ignorano completamente la cultura brahminica. Sarebbe sufficiente diffondere la cultura brahminica, che rappresenta la perfezione più alta di ogni cultura, per assicurare la protezione del bue e della mucca a beneficio della società umana. Sviluppando questa cultura sarà possibile mantenere i principi morali della società, grazie ai quali si otterranno, senza altri sforzi, la pace e la prosperità. Invece, con il deteriorarsi della cultura brahminica il bue e la mucca sono maltrattati…

Mirando all’Autosufficienza

Noi sei siamo arrivati alla comunità di New-Vraja dall’Inghilterra. Oltre a me, il nostro gruppo comprendeva Balabhadra Dasa, Syamasundara Dasa, Gaura Purusa Dasa (responsabile della fattoria di Bhaktivedanta Manor), Katarina (mungitrice di mucche che si prende cura di Gangotri) e Wenda Sehata (che si occupa della Hugletts Wood Ahimsa Farm, un asilo per mucche nell’East Sussex, in Inghilterra). Il tempio di New Vraja-Dhama è collocato su un’altura con le case dei devoti che arrivano fino al tempio. Ospitati nelle case di vari devoti vivevamo senza elettricità tranne alcuni di noi che disponevano di energia solare.
Balabhadra Dasa aprì i lavori della conferenza. Parlò della necessità dell’ISKCON di disporre di una struttura sociale che sia un rifugio rispetto al mondo esterno, una sistemazione dove i devoti possano vivere e crescere i loro figli serenamente in modo che anch’essi possano essere coscienti di Krsna. Srila Prabhupada immaginò questa struttura sociale nell’ambito di una vita basata sull’agricoltura o vita di villaggio, dove le mucche e la terra forniscono tutto ciò che è necessario. Le nostre comunità agricole sono perciò necessarie perché costituiscono il punto di partenza per sviluppare l’autosufficienza.
Nel 1974 in una lettera Prabhupada scriveva:

I nostri progetti di fattorie agricole sono una parte di grandissima importanza del nostro Movimento. Dobbiamo diventare autosufficienti coltivando i nostri cereali e producendo il nostro latte, cosicché la povertà non sia più un problema. Perciò sviluppate queste comunità agricole il più possibile. Esse dovrebbero essere sviluppate come associazioni ideali basate sui prodotti naturali e non su quelli industriali. L’industria ha creato solo ateismo, perché le persone pensano di poter costruire tutto ciò di cui hanno bisogno. La nostra filosofia contenuta nella Bhagavad-gita insegna che gli uomini e gli animali devono disporre di cibo per mantenere i propri corpi. La produzione del cibo dipende dalle piogge e la pioggia naturalmente dipende dal cantare Hare Krsna. Perciò fate che tutti cantino Hare Krsna, abbiano del buon cibo e mantengano i loro corpi forti e in salute. Questa è lo stile di vita ideale.

Poiché i prezzi dei carburanti fanno salire il prezzo dei generi alimentari e più in generale il costo della vita, un numero sempre maggiore di persone vedranno nelle fattorie agricole la risposta ad una vita sempre più difficile. Anziché sforzare il proprio bilancio per acquistare i cibi essenziali, le persone possono coltivare il proprio cibo, che sarà certamente fresco. Invece di viaggiare per molti chilometri consumando carburante per recarsi al lavoro, le persone possono lavorare nella fattoria e procurarsi il necessario. Invece di andare in macchina al supermercato a comprare latte pieno di ormoni e di antibiotici somministrati agli animali, le persone possono mungere la propria mucca allevata in modo naturale. Invece di respirare l’aria contaminata delle città, si potrà respirare aria pulita per una vita più sana. Nelle fattorie agricole la vita materiale è più semplice e resta tempo per meditare sul significato spirituale della vita.
Nelle isole Mauritius nel 1975 Srila Prabhupada disse: “A parte questo l’idea che vi dò è che voi potete cominciare ovunque, ovunque, in ogni parte del mondo. Non ha importanza. Producete il vostro cibo dove vivete. Procuratevi direttamente gli abiti e abbiate latte e verdure a sufficienza. Cosa volete di più? E cantate Hare Krsna. Questa è la civiltà vedica: vita semplice, pensiero elevato.”
Tra le fattorie ISKCON europee New Vraja-dhama è quella più avanzata nell’autosufficienza. La riunione comprendeva una relazione sulle attività di New Vraja-dhama, svolta da Gaura Sakti Dasa, presidente della comunità agricola. Da giugno ad ottobre, la comunità composta di 120 persone consuma esclusivamente prodotti freschi della fattoria e durante i mesi invernali è autosufficiente per quanto riguarda i cereali e le patate. Recentemente i devoti hanno costruito un magazzino per l’inverno composto da tre vani, di 45 metri per 6 metri ciascuno. Duemila alberi da frutto producono grande varietà di frutta e otto devoti si occupano dei due ettari coltivati a verdura. Cinque coppie di buoi sono attive ed eseguono la maggior parte dei lavori della fattoria.
“Haladhara, Thakur, gaccha!” Haladhara, Thakur, vama!”
Gli addetti ai buoi di New Vraja-dhama usano parole sanscrite per gli ordini dati a voce. Anthardi Dasa, carrettiere di New Vraja-dhama, dimostrò la sua capacità di controllare la coppia di giovani buoi servendosi dei comandi dati a voce. Durante il nostro giro del primo giorno ci mostrò l’addestramento di una giovane coppia, ma il giorno dopo vedemmo una matura coppia di buoi completamente addestrata arare un campo. La coppia giovane esegue lavori leggeri. Noi li vedemmo trascinare fieramente un carro carico di spazzatura.
I percorsi guidati sono stati un’ispirazione perché hanno messo in evidenza le possibilità di ogni fattoria ISKCON. Anche altre fattorie si presentarono. Varnasrama Dasa parlò del successo dell’attività del mulino che sostiene la fattoria ceca, dove i devoti producono tutta la loro farina dal grano che coltivano. Vendono anche la farina e preparano dolcetti prasadam,che vendono e distribuiscono. Haladhara Dasa, che partecipa al progetto della fattoria in Cornovaglia, in Inghilterra, presentò l’attività del Govardhan Whole Food che sostiene il loro progetto. Le confezioni in scatola d’insalata che hanno un basso costo di produzione danno un buon guadagno. Oltre alla produzione alimentare i partecipanti alla conferenza discussero dei metodi di costruzione e degli alloggi.

Importanza Spirituale

Balabhadra Dasa e Sivarama Swami, un guru dell’ISKCON che fa parte dei GBC ed è la guida spirituale di New Vraja-dhama, parlarono dell’importanza spirituale dei progetti delle fattorie. Sivarama Swami disse che per realizzare la protezione della mucca c’è bisogno di protettori della mucca e che questi devono essere protetti per poter proteggere le mucche. Per assicurare questa protezione e permettere che cresca c’è bisogno del sistema sociale del varnasrama, di cui la protezione della mucca è parte integrante. Come Balabhadra Dasa spiegò, l’intero ciclo della preparazione della terra con i buoi, della semina, della coltivazione, del raccolto ed infine dell’offerta a Radha-Syamasundara, le Divinità che presiedono New Vraja-dhama, è la perfezione della vita spirituale.
Quando lasciammo l’Europa per tornare nella nostra fattoria negli Stati Uniti d’America portammo con noi del cibo donatoci per il viaggio. Biscotti e preparazioni cotte al forno fatte con i cereali coltivati nella fattoria Krisnuv Dvur della Repubblica ceca ed anche frutta conservata e miele prodotti dalla fattoria ungherese di New Vraja-dhama, ci fecero ricordare quanto salutari e deliziose fossero le preparazioni fatte in casa, specialmente se paragonate al menu servito sull’aereo.
Abbiamo lasciato da parte alcuni dolci e li consumiamo con parsimonia poco alla volta. Ci ricordano i devoti europei che hanno preso seriamente a cuore la visione di Srila Prabhupada di una vita semplice e di pensiero elevato coscienti di Krsna – basati sulla terra, la mucca e Krsna.

Se volete sapere di più dell’ ISCOWP, si prega di visitare il sito www.iscowp.org.


Tukarama il Santo di Pandharpur
di Lokanath Swami
Un devoto di Krsna del diciassettesimo secolo diffuse il canto dei santi nomi nell’India occidentale.

Le parole sono gli unici gioielli che possiedo
Le parole sono gli unici abiti che indosso
Le parole sono l’unico cibo che sostiene la mia vita
Le parole sono l’unica ricchezza che distribuisco tra la gente
Dice Tuka, testimone della Parola, Egli è Dio
Io Lo adoro con le mie parole
–Sri Tukarama

Sri Tukarama (1609-1650) fu un poeta santo di altissimo livello e la sua influenza, che permeò la lingua, la cultura, la letteratura e la spiritualità Marathi, è celebrata in migliaia di abhanga (poesie devozionali) in tutto lo Stato del Maharashtra, nell’India occidentale. I suoi seguaci dicono che le sue realizzazioni devozionali sono così grandiose che per
poterle descrivere molte future generazioni di traduttori e commentatori saranno occupati per i secoli a venire. In un certo senso Tukarama è un poeta santo che appartiene più al futuro che ad uno specifico passato storicamente definito.

Nascita e Origine

Sri Tukarama era un illustre devoto di Sri Vitthala (o Vithoba), la Divinità di Krsna adorata a Pandharpur nel Maharashtra. Nato a Dehu, un villaggio pieno di vita sulle rive del fiume sacro Indrayani, il santo Tukarama era figlio di due devoti di Sri Vitthala: Bolhoba e sua moglie Kanakai. Si fa riferimento a Dehu, vicino a Pune, come jagrut sthan, “una dimora della divinità vivente”. Per secoli i devoti residenti del Maharashtra hanno cantato: “Sia lodato il villaggio di Dehu e sia lodato Pandharpur perché vi abita Sri Vithoba in persona.”
Circa cinquemila anni prima che nascesse il santo Tukarama, quando Krsna regnava su Dwarka, a Pandharpur viveva un puro devoto di nome Sri Pundalika. A quel tempo la regina di Krsna Rukminidevi abbandonò il suo palazzo di Dwarka perché era adirata con Sri Dvarakadhisa (Krsna). Si recò nella foresta di Pandharpur e Sri Dvarakadhisa la seguì sia per ritrovare lei sia per far visita al suo devoto Pundhalika.
Sulle meravigliose rive del fiume Chandrabhaga, vicino al tempio ISKCON di Pandharpur, Pundalika, che stava servendo i suoi genitori Vaisnava, vide l’affascinante Sri Dvarakadhisa con le mani di loto appoggiate sulla Sua vita sottile. Sri Pundhalika chiese al Signore di attendere finché avesse finito i suoi doveri e poi Gli offrì un mattone su cui stare. Perciò Sri Dvarakadhisa divenne noto a Pandharpur come Sri Vitthala, “il Signore che sta in piedi su un mattone”. Il Signore attese il Suo devoto davanti alla porta, con le mani di loto appoggiate sui Suoi fianchi eternamente sinuosi. Anche oggi Sri Vitthala nel tempio di Pandharpur sta in questa posizione aspettando che torniamo da Lui.
Per secoli milioni di devoti hanno adorato Sri Vitthala nell’antico Vitthala Mandir a Pandharpur.
Rakhumai, nome con cui Srimati Rukminidevi è conosciuta qui, sta fedelmente accanto a Lui sul proprio altare. Garuda, l’aquila devota che
trasporta il Signore, sta tranquillamente con le mani giunte davanti a Sri Vitthala.
Sri Vighnaraja o Ganesa si trova all’ingresso del tempio. Al tempo del santo Tukarama i musulmani che regnavano sull’India meridionale erano costantemente in guerra tra loro. I dominatori godevano dei privilegi derivanti dalla loro posizione reale usurpata, mentre i loro soldati saccheggiavano i villaggi.
Nonostante la difficile situazione politica, l’infanzia di Sri Tukarama trascorse nelle comodità e nel lusso. In seguito la sua vita passò dalla prosperità materiale alla più squallida miseria. Con grande coraggio, tolleranza e incrollabile fede in Sri Vitthala, Sri Tukarama affrontò la morte dei suoi genitori, della moglie e del figlio. Dopo lo sconvolgente dolore dovuto alla perdita della sua famiglia, dovette sopportare anche ulteriori estenuanti pene dovute a sventure materiali. Tuttavia rimase fisso ai piedi di loto del suo migliore amico e onnipotente protettore, Sri Vitthala.
Subito dopo la morte dei genitori di Sri Tukarama, una tremenda siccità accompagnata dalla carestia colpirono il suo villaggio. Egli dovette lottare duramente per superarle. Fu durante queste calamità che sua moglie e suo figlio morirono di fame. Queste inesorabili difficoltà convinsero Tukarama della natura temporanea della ricerca dei beni materiali. Raccolto in un sentimento di preghiera scalò il monte Bhamgiri per cercare conforto dal Signore.
Sebbene attaccato da serpenti ed animali selvaggi, egli era determinato a rimanere lì finché non avesse trovato la verità eterna. Dopo quindici giorni d’isolamento, di ferventi preghiere e d’invocazioni per richiamare l’attenzione del suo Signore, Sri Tukarama fu esaudito da Sri Vitthala, che, soddisfatto dalla bhakti di Tukarama, gli concesse di realizzare la verità eterna e l’amore di Dio.
Il santo Tukarama ha scritto: “Ho vissuto sulla montagna Bhamgiri concentrando su Lui tutte le mie capacità. Sono stato attaccato da serpenti, scorpioni e tigri; c’erano problemi ovunque. Fu al quindicesimo giorno che arrivò la rivelazione: incontrai Vithoba. Allora ricevetti l’ispirazione a comporre versi e in meditazione posi le mani intorno ai piedi di Sri Vithoba.”

Iniziazione

Nei suoi abhanga Sri Tukarama afferma di aver ricevuto il guru-mantra che conteneva i santi nomi di Krsna, Rama e Hari – i nomi di Dio del maha-mantra: Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare/ Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. (Hare è il vocativo sia di Hara che di Hari).
Nei suoi famosi scritti devozionali Tukarama ha rivelato di aver ricevuto in sogno il suo mantra da una personalità divina che egli chiamava “Raghava Caitanya, Keshava Caitanya”. Gli eruditi e gli storici confermano che il santo Tukarama era in relazione mistica con Caitanya Mahaprabhu. I Gaudiya Vaisnava (i seguaci di Sri Caitanya) credono che Sri Caitanya con questo sogno trascendentale abbia dato l’iniziazione a Sri Tukarama.
Nella sua Introduzione allo Srimad-Bhagavatam Srila Prabhupada scrive: “Il santo Tukarama, dopo aver ricevuto l’iniziazione dal Signore, inondò l’intera provincia del Maharashtra con il Movimento del sankirtana e quest’ondata trascendentale continua ancora a percorrere la parte sud-occidentale della grande penisola indiana.”
Poiché Sri Tukarama meditava sempre più intensamente su Sri Vitthala, cominciò a scrivere e recitare versi detti abhanga, che contenevano l’essenza di antichi sruti e sastra. Come Srila Prabhupada scrive nella prefazione ai Canti degli Acarya Vaisnava: “I canti composti dagli acarya non sono canti comuni. Quando sono cantati da puri Vaisnava che osservano tutte le regole e le precrizioni del vaisnavismo sono realmente efficaci nel risvegliare la coscienza di Krsna sopita in ogni essere vivente.”
Il santo Tukarama cantò in continuazione le lodi del Signore nella sua madre lingua Marathi con più di 4.500 abhanga. Molti di questi sono riflessioni sugli avvenimenti della sua vita, che in qualche modo li rendono autobiografici. Comunque, l’attenzione è innegabilmente concentrata su Sri Panduranga (Vitthala), il Signore di Pandharpur.
Sri Tukarama andava regolarmente in pellegrinaggio sankirtana da Dehu a Pandharpur assieme a migliaia dei suoi seguaci. Lungo il cammino si fermava e istruiva la folla che aumentava di villaggio in villaggio. Implorando sempre il Signore con i suoi amorosi abhanga, Tukarama usò la sua poesia bhakti per incoraggiare tutti ad impegnarsi in una vita basata su Dio.
I discorsi pubblici di Sri Tukarama avevano come argomento principale l’invito ad offrire la propria vita quotidiana come un servizio a Dio. Tukarama s’impegnò per il miglioramento della società e dette grande rilievo al sankirtana, più con il canto dei santi nomi del Signore che con l’osservanza dei riti o lo studio meccanico dei Veda. Cantando, danzando e suonando strumenti musicali, il santo Tukarama e la folla che attraeva percorrevano felici più di duecento chilometri a piedi fino a Pandharpur.
Srila Prabhupada scrive:
“L’acarya Tukarama diventò molto famoso nella provincia del Maharastra e diffuse il movimento del sankirtana in tutta la provincia. Il gruppo di sankirtana che ha origine da Tukarama è tutt’ora molto popolare a Bombay e in tutta la provincia del Maharastra ed era simile ai gruppi di sankirtana della Gaudiya-vaisnava che cantavano i santi nomi del Signore accompagnati dalle mrdanga e dalle karatala. (Caitanya-caritamrta, Madhya-lila, 9.282, Spiegazione)
Una volta io scrissi a Srila Prabhupada per fargli un resoconto dei progressi che il nostro gruppo del sankirtana stava facendo nel Maharashtra. Srila Prabhupada fu estremamente compiaciuto del nostro giro di villaggio in villaggio, che oggi è diventato un festival annuale.
In risposta alla mia lettera, Sua Divina Grazia scrisse: “ Tutta l’India e in modo particolare il vostro Maharashtra sono entusiasti di Krsna. Ora voi dovete far rivivere la loro coscienza di Krsna. Questa è la terra di Tukarama, ma stanno tutti diventando cattivi politici. Perciò risvegliateli con il metodo del Movimento del sankirtana. Sono molto contento che predichiate di villaggio in villaggio fino a percorrere tutto il Maharashtra.”
Quando ero solo un ragazzino gli abitanti del villaggio di Aravede, nel Maharashtra, dove io sono nato e cresciuto, durante Ekadasi facevano kirtana per tutta la notte. Tutti gli agricoltori e i pastori si riunivano in varie case e cantavano gli abhanga di Tukarama accompagnandosi con le karatala e le mrdanga.
Io ero solito sedermi con loro, fino a notte tarda per ascoltare quei melodiosi bhajana. Cantando insieme le lodi del Signore e prendendosi cura della terra le famiglie realizzavano la formula di vita semplice e pensiero elevato. (Dio creò la Terra; l’uomo il caos.)
Sebbene non avessi letto la Bhagavad-gita o lo Srimad-Bhagavatam, ricevetti la conoscenza degli avi per mezzo degli abhanga. Ancora oggi molti abitanti del villaggio, anche se analfabeti, imparano a memoria e recitano le poesie devozionali di Sri Tukarama. Questi versi li mantengono in uno spirito cosciente di Krsna.
Il santo Tukarama sapeva ed insegnava che un essere umano non può mai ottenere la felicità se nel suo cuore non c’è posto per Dio. Egli scriveva: “Guardate la mia esperienza. Mi sono dedicato completamente a Dio ed Egli ogni volta ha dato risposta alle domande che Gli ponevo ovunque fossi.”
Il santo Tukarama era diversi secoli avanti rispetto al tempo in cui visse. Con somma compassione ha anticipato l’angoscia spirituale dell’uomo moderno. Davanti al suo pubblico invocava l’amore divino, immergendo tutti in profonde emozioni per Dio.
Sri Tukarama cantava con dolcezza:
L’amore del devoto è come il guinzaglio Hari va ovunque è portato
Noi dovremmo recitare il Tuo nome Tu dovresti darci il Tuo amore

Le sue principali fonti di riferimento alle Scritture erano la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam: gita bhagavat kariti sravana akhanda cintan vithoba ce: “Per coloro che ascoltano e studiano la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam diventa possibile il costante ricordo di Vitthala.”

Momenti Critici della Vita di Tukarama

Alcuni avvenimenti della vita del santo Tukarama influenzarono profondamente i suoi scritti e i suoi insegnamenti spirituali. Un episodio riguardò un erudito di nome Ramasvara Bhatta, sorpreso di trovare che l’essenza della Bhagavad-gita fosse presente con tanta eloquenza nella lingua Marathi. L’erudito, mosso da invidia, riteneva che la nascita di Tukarama come non-brahmana lo rendesse inadatto a predicare l’essenza dei Veda. Tukarama rispose: “Tu potresti pensare che questi siano versi miei, ma non è così, questa non è la mia lingua e neppure questa abilità è mia: è Dio che mi fa parlare È stato Sri Vithoba Stesso che mi ha ordinato di comporre questi versi.”
Ramesvara Bhatta però non era convinto della purezza di cuore di Sri Tukarama. Spalleggiato da alcuni militari locali, ordinò a Tukarama di gettare i suoi versi nel sacro fiume Indrayani. Deridendolo e umiliandolo pubblicamente, Ramesvara annunciò alla folla che se quelle opere devozionali erano il risultato di un ordine divino, Sri Vitthala Stesso avrebbe impedito che i libri venissero distrutti.
Tukarama raccolse tutti i suoi libri di abhanga, legò una pesante pietra al pacco e con fede cieca gettò la sua intera raccolta di scritti sulla bhakti nel fiume Indrayani. Una notte, tredici giorni dopo, Sri Vitthala fece visita al santo Tukarama sotto le sembianze di un bambino. Il Signore gli disse di aver messo al sicuro i suoi libri sott’acqua e che essi sarebbero riapparsi il giorno successivo.
Alcuni seguaci di Sri Tukarama ricevettero messaggi divini simili. La voce si diffuse e il giorno successivo una grande folla si radunò sulle rive del fiume Indrayani. Con meraviglia della folla e grande disappunto di Ramesvara Bhatta, i libri galleggiavano sull’acqua.
Profondamente eccitate ed entusiaste, le persone recuperarono i libri sacri – che erano completamente asciutti – e con rispetto li restituirono a Sri Tukarama. I suoi abhanga erano stati protetti da Sri Vitthala Stesso e Tukarama fu libero di predicare e così continuò con le sue prediche devozionali e i kirtana.

Incontro con il Re Shivajee

Infine la fama di Sri Tukarama raggiunse il re Shivajee, che mandò un messaggero con doni preziosi come lampade, cavalli e pietre preziose. Tukarama gentilmente rifiutò i doni e rispose al re con quattro abhanga. In uno dei versi Sri Tukarama così si dolse con il re Shivajee: “Sembra che tu mi doni proprio le cose che non m’interessano.”
Il re Shivajee rimase stupito dalla capacità di rinuncia di Sri Tukarama. Così in seguito il re decise di andare a Lohgaon, vicino a Dehu, per incontrare Tukarama e avere la sua santa compagnia e i suoi consigli.
Quando il re gli presentò altri doni, Tukarama disse: “A che cosa mi servono questi tesori; io voglio solo Sri Vithoba. Il tuo gesto rivela la tua generosità, ma per me questi doni sono privi di valore.”
Sri Tukarama gentilmente chiese al re Shiva di recitare i nomi di Dio e di diventare un servitore di Sri Vithoba.

La Dipartita di Tukarama

La dipartita del santo Tukarama fu straordinaria. Durante la notte prima che lasciasse il mondo, il santo devoto si preparò per la sua dipartita cantando incessantemente i santi nomi.
Alla sua famiglia, agli amici e ai seguaci che si erano riuniti rivolse questo invito: “Vado a Vaikuntha. Venite con me.”
Si dice che dopo che Tukarama ebbe annunciato la sua imminente dipartita, Sri Garuda si posasse sulla riva del fiume Indrayani per portarlo nel mondo spirituale.
Nessuno comprese l’invito di Tukarama. Con affetto egli abbracciò i suoi quattordici intimi seguaci e il figlio superstite di nome Mahadeva Vithoba.
Tutti costoro si fecero avanti e porsero i loro ultimi omaggi a Sri Tukarama, che volse lo sguardo verso la sua seconda moglie Jijabai e rivolto a tutti disse: “Ora ditemi addio e tornate a casa. È venuto il momento di rispondere all’invito di Vithoba di tornare a Vaikuntha. Vithoba è già un po’ che aspetta. Per me è venuto il momento di partire ed imploro le benedizioni di tutti. Finalmente Vithoba mi è apparso e ora Tuka sparirà.”
Sri Tukarama si avviò serenamente per salire su Garuda. La gigantesca aquila celestiale volò verso il cielo spirituale, lasciando dietro di sé una scena di centinaia di devoti piangenti e addolorati. Egli lasciò questo mondo materiale col suo stesso corpo, cantando i santi nomi del Signore, come aveva fatto Dhruva Maharaja in un’era precedente.

Sua Santità Lokanath Swami è ministro dell’ISKCON per il Padayatra ed è un guru iniziatore.

ISKCON Pandharpur

L’ISKCON di Pandharpur invita tutti a venire a incontrare il misericordiosissimo Sri Vitthala. Srila Prabhupada e i meravigliosi Sri Sri Radha-Pandhrinatha sono adorati con grandissima cura nel tempio ISKCON sulla riva del fiume Chandrabhaga. I devoti dell’ISKCON di Pandharpur desiderano ricevere gli ospiti nella loro nuova guesthouse e organizzare traversate in barca del sacro fiume Chandrabhaga per vedere Sri Vitthala.


Celebrazione del quattrocentesimo Anniversario della nascita di Tukarama

Libro Di Meditazione Su Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta
Swami Prabhupada Fondatore-Acarya Dell’associazione
Internazionale Per La Coscienza Di Krishna


È con immensa gioia che la Bhaktivedanta Book Trust presenta a tutti i devoti un libro di meditazione su Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Si tratta di una selezione di immagini storiche, molte delle quali inedite, presentate per la prima volta in un’edizione d’arte di grande formato.
È un’opportunità per consentire a tutti di avvicinarsi a Srila Prabhupada e sviluppare un sentimento di amore e devozione.

Caratteristiche dell’opera:

Grande formato: 39,5 x 31,5 cm.
Copertina e cofanetto in seta.
192 pagine su carta avorio.
178 fotografie restaurate a colori e in bianco e nero, che mostrano momenti storici e indimenticabili di Srila Prabhupada con i devoti e la sua predica in tutto il mondo.

Il libro è disponibile presso:
BBT Italia srl, strada Bonazza, 11
50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)
telefono: 0558076414
fax: 0558076630
mail: nimaipandit@bbtitalia.com

Vi preghiamo di non perdere questa opportunità unica di avere il darsana di Srila Prabhupada, mitigando in questo modo la tristezza della separazione da lui, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa.